Donne eretiche: Geillis Duncan

Se questo nome ti ha fatto sorridere, forse sei come me un’appassionata di Outlander! Perchè in effetti la Geillis Duncan di cui ti voglio parlare è proprio quella Geillis Duncan. 

Nel telefilm è la moglie di un giudice, molto bella, affascinante, scaltra e manipolatrice.  Dai lunghi capelli del colore delle fiamme, non che cospiratrice politica. Racchiude molti degli aspetti che nell’immaginario appartengono alle streghe. In realtà, Geillis Duncan era la domestica di un giudice nel paese di Tranent, in Scozia, abile guaritrice, tenuta in grande considerazione dalla comunità e che finì nella trappola inquisitoria perchè accusata di cospirare contro il re di Scozia. 

Il contesto storico

Siamo nel secolo XVI e la caccia alle streghe in Europa era davvero feroce.

Nel 1563 nasce lo Scottish Witchcraft Act. La legge prevedeva che chiunque dovesse “usare, praticare o esercitare qualsiasi stregoneria, incantesimo, fascino o stregoneria, in base al quale qualsiasi persona dovesse essere uccisa o distrutta”, si sarebbe reso colpevole di un crimine senza beneficio del clero, e doveva essere condannato a morte. Sotto certi aspetti non si condannava più la stregoneria ma gli effetti del suo uso. Questo non fermò la psicosi della caccia alla streghe che infatti cambiò toni: se prima bastava possedere delle piante specifiche o uscire di notte per essere accusata di stregoneria, con questa nuova legge era necessario dimostrare che la strega, attraverso la magia, uccideva o creava danni. Ovunque si cercavano streghe e fattucchiere, che spesso finivano processate, dopo lunghe torture, per poi essere uccise. I molti roghi di streghe non servirono a bruciare solo la loro anima, ma anche i loro fascicoli processuali. Dilagava una caccia feroce, spietata e sicuramente ingiusta. 

Il vescovo  Jewel di Salisbury, alla corte di Elisabetta, sostenne, qualche decennio prima, nel secolo XVI, che le streghe erano straordinariamente aumentate negli ultimi tempi e che per causa loro gli inglesi sembravano più malati, incapaci e pallidi. In quel periodo infatti, si inasprì la caccia, e in ogni paese venivano scovate streghe. Era infatti un affare molto redditizio e ve ne parlerò in un altro articolo. 

Esisteva in quel tempo, anche un predicatore, tale Perkins,  che condizionò il pensiero di molti suoi allievi, sul fatto che le streghe dovevano essere bruciate come scritto nella Bibbia. Questi allievi divennero i padri fondatori del puritanesimo in America. Perkins diceva anche che la strega buona era peggio delle altre, e meritava quindi la morte più delle altre. Come mai tanto accanimento con le streghe buone? In sostanza erano coloro che curavano e guarivano…capito?
Giacomo I di Scozia abbracciava le teorie di Perkins e quando salì al trono promulgò una legge che prevedeva il rogo per tutte le streghe, buone o cattive. Nessun potere oltre a quello del re, del capo della Chiesa o dello Stato, doveva esistere. Era necessario andare contro la magia, che non era controllabile e che causava tempeste in mare che davano la nausea al re Giacomo. Sto parlando della popolare vicenda  del North Berwick Witch Trials, di cui parla anche Margaret Murray nei suoi scritti. Si legge infatti che molte streghe, radunate in congreghe, avessero provocato tempeste marine per uccidere il re  durante il suoi viaggi in mare. Per questa operazione si radunarono molte congreghe, ognuna con il suo compito, e gli inquisitori non furono soddisfatti fino a che non inquisirono tutti i membri cospiratori. 

La caccia

Iniziò la caccia ai responsabili, tra cui il capo dei cattolici inglesi, il conte di Bothwell, che dopo l’arresto, riuscì a fuggire. Questo non fermò la sete di vendetta e così furono arrestate persone a lui vicine tra cui la domestica di un giudice, David Seton, Geillis Duncan. Nonostante avesse aiutato la famiglia del giudice, e molti degli abitanti del villaggio, nessuno le fu riconoscente e il giudice stesso, insospettito dalle sue fughe notturne e dalle sue capacità con le pozioni, iniziò ad interrogarla nel novembre nel 1590 a seguito del suo arresto. Geillis non parlava, così inserirono le torture: usarono la pressa per le dita e la corda per tirarla, e cercarono il suo marchio da strega: la rasarono in tutto il corpo e venne esaminata con pinze e spilli.
Queste procedure furono importate dal continente e questo fu il primo processo inglese in cui se ne legge l’applicazione. 

Trovarono il suo marchio da strega nella vagina, e sottoposta a tremendi dolori confessò di essere strega e di aver cospirato contro il re insieme ad altre streghe. Confermò, dunque, tutto ciò che le venne chiesto. 

La sua detenzione durò a lungo, accompagnata dalle continue torture per estorcerle più informazioni possibili.

Tutte le persone che lei nominò furono torturate, e dalle loro confessioni emerse che fu il diavolo, nella figura di un uomo vestito di nero, che aveva ordinato la morte del re, sigillando il patto con un bacio sulle natiche. 

Geillis fu uccisa ad Edimburgo, e il giorno della sua esecuzione dichiarò che tutto ciò che aveva confessato non era vero, e che era frutto del dolore e della paura inflitti dai suoi persecutori. 

Che tu possa aver trovato pace, Geillis. 


Lisa

Ricercatrice spirituale, artigiana, figlia degli Spiriti...

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