Le origini e la simbologia della scopa

La scopa è un oggetto da sempre associato alle streghe e alla befana per il loro volo notturno. Essendo un oggetto casalingo è stato facile associarlo alla donna nel periodo medievale, in quanto era lei la custode del focolare. Ma sappiamo che la simbologia antica non vede la scopa solo come oggetto di pulizia domestica, dal quale deriva poi anche il suo uso come strumento di purificazione rituale, era infatti anche considerata il mezzo con cui le Streghe si alzavano in volo. Si parla in questo caso della tradizione delle Dominae Nocturnae legate alla dea Diana ma anche, in Nord Europa, alla Regina delle Fate.
Si tratta delle schiere volanti di streghe al seguito di Diana che facevano visita agli uomini che le onoravano e le rispettavano. In Scozia esisteva questa credenza in relazione alle fate, e la Regina delle Fate era colei che guidava queste donne.

Nel I Millennio d.C, tra gli scritti dei monaci, si trovano informazioni dei culti legati alla Signora del Gioco, Diana ma già nel 367 d.C la tradizione delle Dominae Nocturnae era diffusa tanto da essere messa al bando come credenza diabolica.

lA SCOPA PRIMITIVA

E’ un simbolo antico quello della scopa dunque, ma forse c’è dell’altro. La simbologia di questo strumento ci arriva da tempi ben più lontani, quando i nostri antenati erano primitivi. Tutti abbiamo in mente l’immagine dello sciamano con il bastone, strumento di potere e di connessione con le forze della Natura, al quale si affiancava spesso una frusta fatta di piccoli bastoni o di peli di animali, che serviva per celebrare gli antichi riti della fertilità nei quali lo sciamano frustava le donne che in seguito si sarebbero accoppiate per generare nuove discendenze. Questi riti risalgono al neolitico, e se ne ha traccia in Nord Europa fino alla cristianizzazione di queste terre. Un rito simile era praticato a Roma nei Lupercali ad opera dei sacerdoti del Fauno che attraverso le fruste propiziavano la fertilità del terreno e delle donne nel periodo in cui anche la natura rinasceva (metà Febbraio).

Stampi per biscotti
Puck
Antico Santa Claus

Purtroppo l’opera di cristianizzazione distrusse molto delle antiche conoscenze ma dal folklore ci arrivano come sempre molte informazioni. Ad esempio, prendiamo in riferimento Puck, un folletto o spirito dei boschi del folklore Nord Europeo nel quale sono confluite e sopravvissute le caratteristiche degli antichi sciamani nonchè quelle di divinità come Pan o appunto il Fauno: un uomo con le corna di animali, semi nudo con il fallo eretto, vestito di pelli e zoccoli che porta in mano una torcia, simbolo della conoscenza e una scopa! Sempre dal folklore arrivano immagini e statuette di Santa Claus, figura che discende dagli sciamani dell’Antico Culto, con la scopa in mano, così come da alcuni stampi per dolci tipici delle zone di Frisoni in cui è rappresentato uno sciamano sempre con la scopa.


LA SCOPA DEGLI OPPRESSI

Sappiamo dunque che l’uso della scopa deriva dagli antichi riti della fertilità e questo troverebbe anche il suo riscontro nell’usanza più moderna di saltare la scopa per rendere fecondi i matrimoni. Sappiamo anche che esistevano riti praticati dalle donne, che a cavallo di bastoni correvano sui campi seminati per propiziare un ricco raccolto, un ricordo delle antiche unioni sessuali sui campi seminati, troppo licenziose per la nuova religione cristiana.

La scopa o il bastone in tal senso aveva la simbologia fallica ma in realtà questo strumento incarna il principio maschile, ovvero il bastone e quello femminile, la parte triangolare appunto, fatta di rami più piccoli.
Quando la chiesa arrivò e vide alcune di queste tradizioni ancora in uso si scandalizzò e li dichiarò effetti del contatto con satana e così pure chi li praticava, in particolar modo gli sciamani, con le loro corna e i vestiti bestiali, furono associati alla figura del maligno.

La Chiesa temeva queste pratiche così radicate e cercò di estirparle ma nei boschi l’Antico culto rimase silenzioso e vivo, radunando gli oppressi
e la scopa diventa simbolo dell’indipendenza dai re cattolici.
Il conflitto durò per secoli tra la croce di Cristo oppressiva, violenta, autoritaria e la scopa maschile/femminile dell’Antico Culto dal quale derivò poi anche la figura del tridente, entrambi infatti associati a Streghe e Diavoli, trasformati come strumenti di potere del male, dei quali aver paura. In questo modo la Chiesa sperò di spaventare il popolo con la speranza di convertirlo con la paura. Ma sappiamo che L’Antico Culto non è mai stato spezzato.

LA SCOPA COME STRUMENTO DEL VOLO

Fatta questa lunga premessa sulle origini della scopa e della sua associazione con il paganesimo e le sue pratiche, cerchiamo di capire il suo uso proprio nei riti delle Streghe e perchè la strega è quasi sempre raffigurata a cavallo di una scopa e non solo, anche lo sciamano Babbo Natale, come abbiamo già visto.

Sappiamo dai resoconti processuali che il fenomeno definito “volo al sabba” era una pratica molto comune derivata dall’uso di un unguento dai poteri allucinogeni che attraverso bastoni di legno le donne spalmavano soprattutto dentro le mucose vaginali, in modo da non essere scoperte.
Le erbe utilizzate per il famoso unguento del volo sono l’aconito, la cicuta e la belladonna. E’ un unguento ricco di alcaloidi che inducono lo stato di sogno liberando l’anima dal condizionamento del corpo. Usato sulla pelle  dilatava i pori e permetteva l’assorbimento delle sostanze allucinogene.
Il corpo durante il volo, non andava toccato altrimenti l’anima non sarebbe potuta rientrare.


La strega da Luis Ricardo Falero , immagine tratta da un sonaglio esposto alla mostra Arte e Magia a Rovigo

La raffigurazione dell’anima che esce dal corpo è come quella di un fumo, e per trasposizione la strega che esce dal camino è la rappresentazione simbolica del volo al sabba.
Nel folklore e nelle storie per i bambini sono rimaste queste immagini che se ben comprese possono aprire la consapevolezza su ciò che era il mondo della stregoneria e su certe pratiche rituali delle streghe, nostre antenate.

E’ probabile dunque che fosse proprio il manico della scopa questo oggetto sul quale si spalmava l’unguento e a tal proposito c’è da ricordare che la stregoneria medievale era una pratica “casalinga” dove gli strumenti sono quelli di uso comune (anche perchè non dovevano destare nessun sospetto).

E come sempre accade quando la Chiesa non potè estirpare i simboli antichi con il terrore, come ad esempio demonizzando la scopa e il tridente, trasformò questi simboli come nemici delle Streghe. Durante le persecuzioni infatti la scopa divenne un amuleto scaccia Streghe: si attribuì alla scopa appesa alla porta di casa il potere di tenere lontane le streghe in quanto queste prima di entrare avrebbero dovuto contare tutti i fili di saggina con cui era formata!

Sappiamo che la Chiesa ha provato in ogni modo ad estirpare gli Antichi culti e tradizioni seguendo proprio i biblici insegnamenti :

“Non lascerai vivere colei che pratica la magia.” Esodo, Antico Testamento.

Ma noi sappiamo com’è andata, abbiamo ancora le nostre scope e la grande responsabilità di difendere i nostri simboli!




Lisa

Ricercatrice spirituale, artigiana, figlia degli Spiriti...

Potrebbero interessarti anche...