Witch’s basket: il prezzemolo

Chi non lo conosce? Come il basilico fa parte della nostra tradizione culinaria, lo coltiviamo sul balcone per aggiungere quel tocco di sapore ai nostri piatti ed è per questo che, essendo un ingrediente casalingo, è uno dei più importanti per le streghe di tutti i tempi!

Il suo nome latino  ” petroselinum” significa “sedano delle rocce” (petra-selnon) per la sua facilità a crescere in terreni duri. Selnon o selinon, sarebbe associato anche a Selene e quindi alla Luna, in quanto i suoi semi sono a forma di falce.

E’ indubbiamente una pianta femminile, non a caso è associata alla Luna e dunque anche all’aspetto femminile delle acque: aiuta la diuresi e favorisce il mestruo e il fluire del latte materno. Nel parto serve per espellere la placenta poichè stimola la muscolatura e per tale effetto era usata anche per abortire, ma spesso, per le grandi quantità assunte, l’effetto era solo la morte.

Dal libro “Le erbe delle streghe nel Medioevo” si legge che il primo riferimento al prezzemolo nella storia della stregoneria, lo abbiamo nel processo a Lady Alice Kyteller, nell’ Irlanda del Trecento, descrivendo una pozione che comprende questa pianta, unita al cervello di un neonato non battezzato e a vermi rossi. Il tutto doveva essere cotto nel cranio di un delinquente decapitato e bevuto con vino rosso invecchiato in una botte di quercia, per ottenere un effetto afrodisiaco!

Sappiamo anche che era usato nelle pozioni per il “volo” insieme alle piante allucinogene come il giusquiamo o la belladonna, mescolati insieme alla fuliggine e al grasso animale.

Come non ricordare la fiaba di Prezzemolina che viene a contatto con Morgana, la dea oscura delle fate, come in una sorta di viaggio sciamanico grazie al potere di questa pianta.

Greci e Romani la consideravano una pianta legata alla morte, tradizione rimasta in Toscana dove si sconsiglia di sradicarlo per evitare di dare al diavolo il permesso di entrare nel giardino.

Da notare poi come con il coriandolo servisse per richiamare il diavolo, ma aggiungendo il succo di papavero sortiva l’effetto protettivo dai demoni.

Un uso sempre legato all’altro mondo ci arriva dalla notte di San Giovanni quando possiamo interrogare questa pianta sul destino di un defunto: se gettando dei rametti sul suo cammino esce del fumo bianco, sappiamo che si trova in paradiso, se invece il fumo diventa grigio, l’anima è ancora in purgatorio. Se il fumo diviene nero, si trova all’inferno.

Come la menta, ha un profumo frizzante e acuto, in grado infatti di stimolare la mente: se ne creavano corone per esaltare le idee, e se osserviamo la sua forma quando la pianta è al pieno della sua maturità, forma proprio una specie di calotta che ricorda molto il cervello. E’ infatti associato a Mercurio.

Utilizzo magico

Si possono usare le foglie essiccate miste ad altre erbe adatte, per preparare un the che favorisca la visione e i sogni lucidi. Anche all’interno dei sacchettini può essere utile per acuire la mente se mescolato con la menta. E’ possibile richiamare la buona fortuna, donandolo agli spiriti durante i riti che portino questo intento. 

Se conosci altre storie o leggende, usi e ricette su questa pianta e vuoi condividerle, sarò felice di leggere.

Grazie per avermi fatto compagnia fino a qui!

Lisa

Ricercatrice spirituale, artigiana, figlia degli Spiriti...

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