Gli archetipi delle 4 Feste del Fuoco.

feste del fuoco celtiche

 In Natura nessun elemento è separato. Nell’ecosistema tutti hanno un ruolo legato al proseguimento della vita e ogni essere segue un processo vitale di 4 fasi, che sono poi i 4 archetipi della vita: nascita, crescita, ritiro e morte. Comprendere le corrispondenze e i simboli di queste 4 fasi ci può far vivere intensamente e completamente ogni nostro rituale.

Hai mai osservato la Natura per un intero anno? E’ un esercizio che mi fu consigliato qualche anno fa, e mi sono estremamente divertita a farlo. Non importava avere un libro sottomano che mi dicesse il tempo di fioritura o do fruttificazione di una pianta o di un albero. Lo sapevo semplicemente osservando, ovviamente stando in Natura, il luogo dove possiamo assimilare conoscenze con un Maestra d’eccellenza: Madre Terra!

In seguito alla mia osservazione ricordo che formulai una specie di calendario e immediatamente notai che era perfettamente sovrapponibile a quello delle feste del fuoco della tradizione celtica che stavo studiando al tempo, diciamo meglio: rispettava fedelmente gli archetipi di ogni festa, poichè invece i simboli e gli eventi variano sempre in base al luogo in cui ti trovi (temperatura, altitudine, zona del pianeta). In questo articolo voglio perciò riassumere alcune riflessioni in merito.

Ho preso come punto di partenza le 4 feste del Fuoco a cui sono molto legata e anche perchè sono quelle che ad oggi possono far meglio comprendere il ritmo in 4 fasi della Natura. In realtà, come ti dicevo, anche le 4 feste del fuoco sono solo una calendarizzazione fatta dagli antichi a seguito dell’osservazione della Natura. In passato c’era bisogno di stabilire dei tempi per poter programmare semina e raccolti e tutte le attività necessarie alla sopravvivenza, ed ecco che nacquero i primi calendari “ufficiali” che comprendevano anche la vita spirituale. Se ti piace l’argomento, nell’articolo dedicato al Calendario luni-solare di Coligny parlo meglio di questo aspetto. 

LE 4 FESTE DEL FUOCO

Dunque. Si parla di “Feste del Fuoco” nel cuore della cultura celtica. Erano le feste legate al ciclo agricolo e pastorale e quindi quello della semina, delle nascite, dei raccolti e del risposo.
Venivano celebrate con grandi fuochi ai quali si riunivano tutti i membri della tribù. Ogni fuoco ha il suo significato in base al periodo stagionale e porta con se un archetipo  che diventa il cardine su cui si basa il rito. 

Da queste antiche usanze deriva la tradizione dei “fuochi della miseria” che venivano accesi sulle colline delle Highlands scozzesi per richiamare la protezione degli Spiriti di Natura. Nel fuoco infatti si bruciavano anche arcolai, legati alle fate, considerate tessitrici delle vite umane.
Durante questi momenti, ancora celebrati soprattutto nelle isole, tutti i fuochi delle abitazioni venivano spenti e riaccesi con un tizzone del fuoco della miseria, per propiziare nella propria casa abbondanza e protezione. La prima acqua bollita con il fuoco acceso dal tizzone sacro era considerata benefica, dal potere guaritore, e le ceneri erano usate nei campi e sull’uscio di casa per richiamare la protezione degli Spiriti ma anche per portare fertilità alle terre.

Vediamo dunque che cosa si intende nello specifico per “Feste del fuoco” andando poi a collegarle in base al loro archetipo con le fasi lunari, i vegetali, le fasi del ciclo della donna, i punti cardinali e le stagioni.

Si tratta di 4 momenti naturali, scanditi dalla levata di 4 stelle, tranne che nel caso di Samhain, che veniva calcolata anche in base alle fasi lunari, in quanto inizio dell’anno e perno su cui girava la ruota della e stagioni.  (Nell’articolo sul calendario di Coligny trovi più informazioni).

Sappiamo da fonti certe che gli Antichi erano degli abili osservatori dei cieli e avevano compreso, con strumenti che oggi ci sembrerebbero rudimentali, il moto di stelle e pianeti e su di esso basavano molte delle attività della tribù, di riti alla caccia, fino alla semina.


IMBOLC : oggi festeggiato il 1° febbraio, era determinato in passato dalla levata di Capella, la stella più luminosa della costellazione dell’Auriga.

E’ il tempo in cui i serpenti, i ricci e gli orsi, animali legati alla Dea, escono dal letargo. Così come la terra si risveglia dal letargo invernale, Imbolc segna la nascita dei primi germogli e dei primi animali. E’ l’alba che viviamo ogni giorno.

Il Fuoco di Imbolc è quello della nuova luce, della purificazione, il calore sativo e prorompente della nascita. E’ l’impeto della giovinezza e la forza delle nuove idee. E’ il fuoco della Dea Vergine, dove risiedono gli spiriti dell’Aria, sovrani dell’intuito e dell’ispirazione per i nuovi inizi. Gli altari sono rivolti a Nord-Est, guardano l’inverno e l’imminente primavera. 

E’ la luna crescente,  piena di nuova forza che ci spinge a osare oltre il nostro orizzonte. Nella donna questo archetipo si manifesta ogni volta che il sangue finisce, lasciando la sensazione di leggerezza e fiducia, di grande energia prima di una nuova ovulazione. Celebrare Imbolc significa onorare la Giovane Dea, e con fiducia proseguire verso un nuovo ciclo proprio come la Primavera, ricca di speranze e attese per il Futuro, tutto da creare con entusiasmo  e con la curiosità di un bambino.

Nella vegetazione troviamo questo archetipo nelle parti aeree, ovvero le foglie e i nuovi germogli, tutto ciò che è nuovo e cresce è Imbolc e per celebrarlo possiamo usare proprio le parti aree delle piante spontanee che risuoneranno con l’energia del momento.


BELTANE : celebrata oggi il 1° maggio, segnava l’inizio della metà di luce dell’anno, e l’inizio dell’estate. La stella che la determina è Aldebaran della costellazione del Toro.

Il Fuoco di Beltane è quello della fertilità, del calore che preannuncia l’estate e i doni della Terra. E’ passione, fermento, brama. E’ il fuoco della Dea Madre, pronta ad unirsi con il maschile e a generare.
Gli altari sono rivolti a Sud-Est, dimora delle fiamme e degli spiriti del Fuoco ma ancora giovani, che venivano saltate in segno di buon augurio, e le danze circolari intorno ad esse preannunciavano le unioni sacre. Viene onorata la loro influenza per il proseguire della vita, per propiziare i raccolti grazie al calore e alla passione che culminerà al Solstizio estivo, con il Fuoco del Sud 

E’ la Luna piena, nonchè il mezzogiorno, il compimento del viaggio che preannuncia il riposo, proprio come in Estate vediamo l’abbondanza dei raccolti che ci suggerisce di iniziare a conservare in vista di tempi meno propizi. In questo tempo rendiamo grazie sempre con un grande senso di responsabilità.

La donna onora Beltane ogni volta che onora la sua ovulazione, la fase creativa e massima di energia. Beltane è vivere il Presente, con equilibrio e con passione senza l’esigenza di guardare indietro o avanti.

Nelle piante troviamo l’archetipo di Beltane nei fiori, che possiamo utilizzare nel rito per onorare la Madre.


LUGHNASADH: celebrata il 1° agosto segna l’inizio dei raccolti e dei festeggiamenti per la morte del grano che diventa cibo.

Sirio, della costellazione del Cane Maggiore segna l’inizio delle celebrazioni. E’ la stella più luminosa del firmamento e non è sicuramente un caso se è associata a Lugh, il Dio celtico tradotto con “luminoso, splendente”.

L’altare di Lughnasadh è rivolto a SudOvest, luogo che ci conduce agli spiriti d’Acqua, indispensabile nel periodo estivo per continuare a far crescere i raccolti dell’Autunno. La Dea è onorata nella sua forma matura, Saggia pronta ad impartire i suoi insegnamenti alle giovani prima di ritirarsi nell’oscurità dell’Inverno. E’ il tempo del tramonto quando la luce si vela di buio.

L’archetipo in questo momento è quello del ritiro, perchè anche se continuiamo a vedere intorno a noi grande abbondanza, sappiamo che tutto sarà sacrificato per proseguire, tutti i nostri sforzi fino ad ora hanno già  visto il compimento ed è tutto da rifare non appena comincerà un nuovo ciclo. Si onora la Luna calante, che ci mette di fronte all’esigenza di rallentare i ritmi, è l’Autunno che lascia cadere le foglie e si prepara al freddo, è la fase in cui una donna attende il sangue, o la notizia di un bambino. E’ un periodo di domande e di incertezza che ci prepara al riposo.

Nelle piante la parte onorata è la radice, ovvero la nostra connessione con chi siamo e da dove veniamo, è la presa di coscienza di dove ci troviamo nella nostra vita e delle azioni che ci hanno portato qui, è il tempo dei bilanci e di onorare il Passato.


SAMHAIN: oggi celebrata il 1°novembre e diventata Halloween, prima era la festa sacra che segnava l’inizio dell’anno e della sua metà oscura.

Antares della costellazione dello Scorpione è la stella rossa che dava inizio alle tre notti di Samonios e alle grandi celebrazioni intorno al sacro fuoco.

Annuncia la fine dei raccolti e l’inizio del tempo del riposo. Il riccio, l’orso e il serpente vanno in letargo e con loro anche la Terra ritira le energie, e la Dea viene celebrata nella sua forma di Anziana, onorata per i suoi doni e insegnamenti. Si entra in una fase di confine tra il mondo terreno e quello spirituale in cui gli spiriti possono interagire con noi. Gli altari sono infatti rivolti a Nord- Ovest, dimora degli antenati e degli elementali della Terra, dove riposano i corpi e le foglie cadute per tornare ad essere nutrimento.

Ci troviamo in un non-tempo, nè passato nè futuro, è come essere nel momento tra l’ispirazione e l’espirazione, trattenendo il fiato, al buio, ascoltando suoni e mantenendo saldi i nostri confini. E’ l’ora della mezzanotte, quando ci accingiamo con cautela ad affacciarci all’oscurità.

La donna onora Samhain quando vive il sangue, momento di potere, da onorare con la preghiera, il silenzio, assecondando i bisogni del corpo senza preoccuparsi di splendere, proprio come la luna Nera non si mostra, così anche la donna può seguirla. L’Inverno è onorato in questo tempo, con tutte le sue incertezze ma anche con i suoi insegnamenti. E’ infatti il tempo di metabolizzare ciò che abbiamo celebrato nei momenti passati. Le piante ad esempio, in questa fase si decompongono, e la terra assimila e metabolizza le sostanze nutritive per rigenerarsi in vista di Imbolc. E il ciclo eterno ricomincia.

Spero che questo articolo ti sia stato utile per vedere questi momenti inseriti in un Tutto più completo. Ricorda che qui ti ho parlato di archetipi, che puoi ritrovare in ogni fase della vita, della giornata, in un pensiero o in un’azione. 

Ti auguro buon lavoro e se hai notizie da precisare o da aggiungere sarò ben felice di leggerle.

Lisa

Ricercatrice spirituale, artigiana, figlia degli Spiriti...

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