Voci dal bosco: le Marcolfe

Fiumalbo, è uno dei posti immancabili delle mie estati in montagna. Si trova sull’appennino Tosco-Emiliano ed è un gioiello di bellezza. Ho già scritto un articolo che lo riguarda in parte, quando ho parlato delle Capanne Celtiche, che si trovano in questa zona. Ma oggi voglio parlare delle Marcolfe, incisioni di pietra antropomorfe, che popolano le pareti di molte case antiche di questi luoghi.

Comincio riportando ciò che si legge sulle guide locali, a proposito di queste incisioni, ovvero che il primo giorno di marzo a Fiumalbo veniva recitata una filastrocca per proteggersi dalla sfortuna:

“Oggi entra Marzo, crepa la terra, sorte la bega de sottoterra, Dio ce salvi dalla bega, dalla strega, dalla femmena mandrega, dal can rabbioso e dall’ommo invidioso (dal prete grasso e dal vilan che va a spasso)”.

La “femmena mandrega” è proprio la Marcolfa (o Margolfa), un’entità femminile che rappresenta la natura indomita e che, scolpita sulle case, in prossimità delle porte, avrebbe tenuto lontane le entità “negative” o meglio quelle paure che in luoghi isolati, come le montagne, regnavano soprattutto di notte.

margolfa_scritta

Ad esempio ne esiste una con il volto di lupo, e i denti fin sopra la bocca, considerata la più spaventosa tra tutte e che avrebbe tenuto lontano anche i “demoni” più coraggiosi. Non mi ha sorpreso leggere l’accostamento donna-lupo, in fondo nel folklore, le streghe, donne indomite, spesso sono ritratte a cavallo di lupi o con le loro sembianze, e ne ho parlato anche in un articolo dedicato alle streghe delle 12 notti:  La strega mutaforma

Inoltre la parola “marcolfa” è una parola composta di origine germanica: dove marck è il confine e wolf  il lupo e indica il guardiano del confine, ovvero, il lupo, che sorveglia il focolare domestico (si trova infatti spesso raffigurata anche sui comignoli, accesso per gli spiriti e appunto, vicino alle porte). La correlazione con il lupo emerge anche dall’usanza di mostrare la testa di questo animale, che era una minaccia per gli abitanti delle montagne, fuori dalla casa del cacciatore ma anche di farla girare di casa in casa, per raccogliere offerte in segno di ringraziamento per aver ucciso un potenziale pericolo per la comunità. La funzione della marcolfa è perciò apotrpaica. 

L’usanza di avere teste mostruose in prossimità della porta non è un’invenzione “moderna” (le marcolfe di pietra risalgono al 1200-1400), si tratta infatti di un antico metodo di protezione di molti popoli tribali. In questa zona i “Ligures Friniates” (Liguri Friniati),  appendevano teste mozzate dei nemici dimostrando di essere pronti a difendersi in ogni modo da chi provava ad attaccarli, ma perchè usare la testa? Come in molte culture antiche, la testa era considerata il luogo del sapere e dell’azione, il centro in cui venivano conservate le virtù e il potere. Le leggende che tramandano questa conoscenza, narrano di streghe e vampiri privati della testa, per evitare che tornassero in vita sotto altre forme.

La marcolfa che testimonia la discendenza con il popolo dei Liguri Friniati, è quella chiamata “della Danda” con il corpo di Dagda, divinità preromana dei boschi da cui prende il nome e il volto di un guerriero  ligure con elmo e baffi. 

In questi territori vi era, e credo ci sia ancora, l’usanza di schiaffeggiare le marcolfe come portafortuna, ovvero sfidare il male e dimostrare di essere più forti, che è poi anche la simbologia della marcolfa stessa, posta all’ingresso di casa, sui comignoli o sulla pietra d’angolo. 

E’ possibile poi supporre che le marcolfe rappresentino anche delle maschere, indossate per spaventare o richiamare gli spiriti e che venivano anch’esse utilizzate come amuleti protettivi sia per chi le indossava, sia per i luoghi in cui erano presenti. 

Si nota inoltre una somiglianza con le stele della Lunigiana, statue antropomorfe di pietra risalenti al III millenio a.C, utilizzate anche come simboli di culto e protettivi, ritrovate in zone abitate anch’esse dai celti e molto vicine all’Appennino Tosco-emiliano, dove si trova il pesino di Fiumalbo, che vi invito a visitare insieme ai suoi bellissimi boschi! 

Qui sotto alcune foto delle Marcolfe e le fonti da cui ho tratto foto e notizie. 

Alla prossima storia!



*Fonti
Guida del paese di Fiumalbo
Gruppo Studi Capotauro www.capotauro.it
Centro Natura www.centronatura.it
Stamp Toscana www.stamptoscana.it

Foto della cartina di Fiumalbo:  Dario Brugioni
Foto in bianco e nero: Francesco Galli


Lisa

Ricercatrice spirituale, artigiana, figlia degli Spiriti...

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