Witch’s basket: il basilico

L’estate ci porta fuori casa, spesso a cercare rifugio dal sole sotto un albero o in un bosco. Grazie all’estate viviamo la Natura più intensamente, con tutti i sensi. Quello più premiato in questo tempo è sicuramente l’olfatto: piante aromatiche spuntano ad ogni angolo e ci inebriano con i loro profumi. Una delle piante simbolo di questo tempo è sicuramente il basilico, uno dei simboli della nostra Italia, soprattutto nelle aeree mediterranee: ama il sole, il caldo, tiene lontane le zanzare e rinfresca anche solo attraverso il suo profumo. Sembra perfettamente creata per questa stagione calda e umida.

Per me il basilico ha reso meno difficile l’estate, il suo profumo insieme a quello della salsa di pomodoro appena fatta, mi rende subito di buon umore, nonostante io non ami molto il caldo. Il suo nome botanico 
Ocymum basilicum sembra proprio indicare il suo intenso profumo, nonchè la sua regalità (basilikos, dal greco significa “regale).

Puoi coltivare facilmente questa pianta anche in vaso, è annuale, quindi dovrai ricordarti di recuperare i semi a fine estate per poterli ripiantare di nuovo in primavera. 

Che storia ha questa pianta? E come è stata usata in passato?

A Roma era considerata legata all’abbondanza e alla fertilità, ma anche alla morte . Temi che nel passato non erano mai in contrapposizione anzi,  si completavano a vicenda, e che denotano l’associazione della pianta con la grande madre, sempre legata da amore  e morte.

Nel Medioevo si pensava che messo sul davanzale di una coppia, in quella casa la donna avesse il possesso del focolare. In Sicilia invece, mettere una pianta di basilico sulla finestra indicava che la donna fosse innamorata. Ritirare la piantina dal davanzale era un segno simbolico per invitare dentro l’amato.

Unito con il prezzemolo, il miele, la verbena, la camomilla e la rosa aveva poteri afrodisiaci

Le streghe usavano il basilico in filtri d’amore con questa formula: andava lasciato in infusione in due boccali di acqua piovana per 7 ore e una volta filtrata la pozione, la strega doveva girarsi di spalle e gettarvi dentro 20 chiodi di garofano e 7 grani di pepe. Ricorre spesso il numero 7 ma anche la pratica di voltare le spalle per fare filtri o per raccogliere le erbe, per dare risalto all’accesso del mondo non ordinario, un po’ come se il Sole cambiasse senso di rotazione.

In Abruzzo le ragazze portano il basilico all’altezza della cintura per indicare che sono vergini, mentre sulla testa era segno che fossero sposate.

Essendo però un ottimo tonico, veniva somministrato alle asine e alle cavalle prima di essere montate, e la sua infusione in acqua era capace di proteggere dai malefici.

Per il suo legame con l’amore, in India è associato a Lakshmì dea della bellezza, che si chiama per propiziare la fecondità e per aiutare i defunti nell’aldilà, come tutte le divinità antiche legate alla Grande Madre, detentrice di vita e morte. A Creta infatti era simbolo di lutto e in Moldavia il basilico era piantato sulle tombe e se ne raccoglievano i fiori credendo che contenessero lo spirito del defunto.

Anche il Boccaccio parla del basilico in relazione alla morte:

“fratelli d’Isabetta uccidon l’amante di lei; egli l’apparisce in sogno e mostrale dove sia sotterrato. Ella occultamente disotterra la testa e mettela in un testo di bassilico; e quivi su piangendo ogni dì per una grande ora, i fratelli gliele tolgono, ed ella se ne muore di dolore poco appresso.”

Dalla Grecia sembra arrivare il nome basilikòs ovvero regale, anche se alcuni sostengono che arrivi da basiliscus, perché sembra capace di generare basilischi, oppure scorpioni lasciandone un trito sotto un sasso, vermi se masticato e altri animali velenosi. Come sempre accade, divenne anche una pianta legata alla protezione da queste creature velenose e quindi anche dagli spiriti maligni. Le capre poi non amano il suo profumo e questo ha sicuramente rafforzato l’azione anti maligno del basilico.

L’espressione “seminare basilico” per intendere “lanciare maledizioni”, arriva ancora dalla Grecia e indica l’usanza di lanciare insulti al momento della semina per ottenere un buon raccolto. Sicuramente, il “seminare basilico” richiama in primis l’abbondanza. Se avete mai provato a seminarlo, dopo pochi giorni vi ritroverete tante piccole foglie tonde e di un verde intenso, che nel giro di poco tempo infesteranno il giardino! Per questa sua caratteristica si dice porti abbondanza e viene consigliato di tenerne una pianta nei luoghi di lavoro.

La sua raccolta richiede un piccolo accorgimento, ovvero ti raccoglierlo con la mano sinistra e in luna crescente.

Con le foglie di questa pianta poi, è possibile compiere divinazioni sull’amore: se buttate sul fuoco scoppiettano la coppia avrà litigi, se volano via, il rapporto è da la sciar perdere, se bruciano subito, il rapporto sarà ben consumato.

L’uso del basilico unito all’acqua rende i corpi e le menti puri e il suo aroma riconnette con gli antenati, non solo per il collegamento con la morte ma anche per il suo utilizzo stirpe dopo stirpe. Chi non ha mai mangiato un sugo di pomodoro della nonna al profumo di basilico? E sicuramente le nonne lo hanno a loro volta imparato dai propri avi, in cucina, il luogo del focolare, dove avveniva lo scambio di conoscenze soprattutto tra donne legate all’uso delle erbe, sia per la guarigione ma anche per la cucina. Ogni volta che userai il basilico ricorda che stai portando avanti una trama del filo verde. Se vuoi sapere di che parlo trovi alcune riflessioni in questo articolo: la guaritrice.

Utilizzo in magia

Insieme alla menta e al papavero può essere usato per confezionare sacchettini o incensi per l’abbondanza, da utilizzare nei riti di questo periodo fino ai raccolti. 
Utile anche per rinfrescare la memoria e l’attenzione, e si può utilizzare in luna nuova per aiutare a ricordare i sogni. In sinergia con altre piante il basilico, aiuta a ritrovare il contatto con gli antenati. 

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, segui il canale YouTube e il Blog di Spirito per i prossimi approfondimenti sulle erbe! 

Se conosci altre storie o leggende, usi e ricette su questa pianta e vuoi condividerle, sarò felice di leggere.

A presto!

*Fonti

Florario – Alfredo Cattabiani
Le erbe delle Streghe nel Medioevo – Rosella Omicciolo Valentini
Miti e magia delle erbe – Maria Immacolata Macioti
Appunti miei

Lisa

Ricercatrice spirituale, artigiana, figlia degli Spiriti...

Potrebbero interessarti anche...