Dalla rievocazione alla pratica

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Come già saprai, se leggi il sito o il blog, amo immergermi nelle tradizioni del passato, studiare e ricercare quello che facevano i nostri antenati e spesso mi perdo nelle parole dei bardi o degli skàld  che raccontano di tempi lontani pieni di sciamani, guerrieri, Dei. 

Appunto. Tempi lontani, e pagherei oro per trovare qualcuno in grado di farmi tornare indietro nel tempo e vivere quei tempi, ma sono qui, in questo tempo e devo farmene una ragione 😀

Scherzi a parte: immergersi nel passato può essere un’avventura bellissima, ma se da quel passato vogliamo trarre un insegnamento, è indispensabile secondo me, integrarlo nel nostro presente.

Molti “puristi” della tradizione, ovviamente non saranno d’accordo, ma ti chiedo di riflettere su questo: credi che le esigenze del passato siano le stesse di oggi? Questa per me è stata la domanda chiave che mi ha permesso di uscire dalla rievocazione storica e mi ha fatta entrare nella pratica spirituale. Rievocazione e pratica,  due parole su cui ti invito a riflettere insieme.

  • Rievocare nel vocabolario viene spiegato con “riportare alla memoria” e “commemorare”. Ti suggerisce nulla? A me fa venire in mente le veglie funebri. E va benissimo se la cosa su cui vegli ha un valore per te, ma resterà comunque nel passato. La sua storia è finita nel momento in cui ha smesso di esistere su questa Terra, che si tratti di una persona o di una tradizione spazzata via.
  • Praticare nel vocabolario viene tradotto con “mettere in pratica, mettere concretamente in atto”. Si parla quindi di presente, è un azione che viene compiuta qui, ed ora.


Come si può dunque unire il passato con il presente, e trasformare la rievocazione in una pratica? Integrando.

Ovvero: studiare il passato, “catturare” le pratiche cultuali antiche estrapolandone il senso e praticarle con gli strumenti di oggi.

Questo metodo è esattamente quello usato per guarire dalle ferite del passato, ovvero: riconoscerle, accoglierle, prenderne gli insegnamenti e usarli per migliorare la propria vita presente.

Perchè non dovremmo farlo anche per la nostra pratica? Se noi ci evolviamo, lei si evolve con noi.

Inoltre non occorre che ti dica che i tempi sono cambiati.

In passato la Natura era sacra, ogni forma di vita era protetta, gli animali erano liberi e si uccideva solo per necessità e quanto bastava. C’era rispetto e per molto tempo la pace ha regnato sovrana. (Se vuoi approfondire l’argomento trovi qui un articolo del blog )

Oggi la nostra Madre Terra respira tra i rifiuti, le persone in difficoltà spesso non hanno sostegno da nessuno, neanche dai propri simili, gli animali sono violentati, sfruttati per la carne e il latte, la guerra imperversa ovunque.

Trovi qualche differenza? Se sì, è il caso di tenerne conto quando vai a “praticare”. Perchè ogni atto compiuto che sia un rito o una preghiera prende vita sulla Terra di questo tempo moderno, e deve assolvere le esigenze di adesso per avere una sua valenza sacra.

Vediamo qualche esempio di integrazione.

I SACRIFICI

Nella tradizione scandinava, durante le feste di Yule era usanza sacrificare un cinghiale a Freyr. Il sacrificio animale (e in tempi passati ci sono prove di sacrifici umani) era “unire l’utile al dilettevole”. Il loro sostentamento infatti derivava da agricoltura e allevamento, e durante l’inverno il cibo non era abbondante. Sacrificare un animale nel tempo del solstizio, garantiva cibo  per qualche tempo e anche onori e benevolenza al Dio in nome del quale veniva compiuto il sacrificio.  Oggi avrebbe senso? In questo tempo in cui gli animali vivono in allevamenti intensivi, snaturati e sofferenti, se non cacciati e braccati, pensi che siano l’offerta giusta per Freyr? A lui è associato questo animale e probabilmente impegnarsi (questo è il sacrificio: l’impegno nel compiere un’azione sacra) a salvarne uno per esempio non mangiando la sua carne almeno nel periodo delle feste di Yule potrebbe essere un esempio di integrazione del passato, alle esigenze del presente.

GLI STRUMENTI
Salvia: come usarla per stare meglio e per la bellezza di pelle e capelli - greenMe

Molte resine e piante usate nei riti tradizionali, hanno il loro senso se contestualizzate nei luoghi e nei tempi in cui quei riti venivano compiuti. La salvia bianca ad esempio va molto di moda perchè considerata una pianta dalle virtù sciamaniche in grado di purificare ogni cosa. E’ usata nelle tradizioni sud Americane, perchè è lì che cresce! Che senso ha importarla ( che implica inquinamento per il trasporto, agricolture intensive viste le richieste crescenti di questo genere) se qui abbiamo la nostra stupenda salvia purificante di cui abbiamo pieni i terrazzi e i giardini?

LE CELEBRAZIONI

Se onoriamo il tempo del raccolto in Toscana, per esempio, i simboli della festa non saranno quelli del raccolto in Nord Europa o del Sud America.  Se sto celebrando Lughnasadh, la festa del primo raccolto della tradizione celtica, forse è il caso che io mi chieda che cosa, nella mia terra, si raccoglie in questo periodo. Sicuramente il grano, ma anche i pomodori e le zucchine!

Quindi per riassumere i tre aspetti dell’integrazione con un esempio : studio la tradizione celtica, catturo la simbologia e le pratiche di culto delle feste, in questo caso il tema del raccolto , e lo porto qui nel mio tempo e nel mio luogo celebrando il grano e i pomodori con un incenso di alloro in onore della divinità a cui mi rivolgo. Detta così suona meno creativa di un rito intorno al fuoco ma se segui i miei seminari in Pdf sai già che i riti in cui ti guido sono estremamente ispirati, ispiranti e pieni di passione.

Esempi di integrazione nella storia

Natale

La Chiesa Cattolica è stata maestra in questo, bisogna renderne merito. Ha preso dei culti e delle credenze del passato e le ha inserite nella pratica cristiana, le ha contestualizzate in base alle sue esigenze e al messaggio che doveva portare. Non sto dicendo che mi piaccia il modo con cui ha fatto questa operazione, voglio solo evidenziare che la capacità di saper integrare il passato è utile per proiettarsi nel futuro. E perchè adesso la Chiesa è in crisi? Perchè non sta integrando il suo passato con le esigenze moderne.

E così pure i seguaci delle tradizioni stregoniche, per poter sopravvivere hanno dovuto integrare dal Medioevo in poi, la dottrina cristiana per evitare di essere condannati per eresia o stregoneria.

Ed ecco che infatti troviamo molti esempi di integrazione paganesimo-cattolicesimo, come nel caso della tradizione di Aradia, dove molte preghiere e scongiuri parlano di santi (Aradia è definita “la Santa Strega” ).

Spero di averti dato degli spunti di riflessione sul tema e se hai voglia di condividere un tuo pensiero puoi farlo nello spazio per i commenti qui sotto all’articolo. Ogni punto di vista è ben accetto 🙂


A presto

Lisa

Ricercatrice spirituale, artigiana, figlia degli Spiriti...

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