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Il vischio e la quercia

Questo libro scritto da Riccardo Taraglio è stato il primo che ho letto sulla tradizione celtica. Affascinata da questo antico popolo e dalla sua cultura, mi sono addentrata in questa opera con estrema semplicità. Il linguaggio è specifico ma semplice, l’autore si attiene ai fatti e ai reperti che ci arrivano dalla storia. La parte dedicata alla spiritualità, e quindi alle 4 feste celtiche, chiamate del Fuoco è ben introdotta  e contestualizzata dalle usanze e dal tipo di vita che conducevano.

Consigliatissimo come Libro del Mese di Ottobre 2018!

 

Qui una breve introduzione tratta da IL GIARDINO DEI LIBRI

Se vuoi acquistarlo qui trovi il link diretto. IL VISCHIO E LA QUERCIA

Chi erano i Celti? Quali furono le loro origini? Qual è la ragione per cui ancora oggi il loro patrimonio di idee e tradizioni influenza la cultura europea, nonostante secoli di dominazione romana e di «monopolio» culturale cristiano?

Il popolo dei Celti ha fondato la propria forza su una visione sacra della Vita, su una concezione «alta» di valori quali la dignità e l’onore individuali. Il loro pensiero ha aspetti di grande modernità, se si pensa che riconoscevano lo stesso valore all’uomo e alla donna e che consideravano la libertà più importante della vita stessa.

La spiritualità celtica non è una religione nel senso corrente del termine – un sistema di norme regolate dalla presenza dei Druidi, i sacerdoti pagani dipinti dal Cristianesimo come stregoni – ma piuttosto una tradizione animista, immanentista, universale, legata a un’espressione popolare (la divinità è insita nella creazione e non al di fuori).

Buona lettura!

Risorse gratuite disponibili

Negli anni di lavoro ho scritto molte cose, e dall’anno scorso le ho radunate e rese disponibili per tutti voi.
Continuando a scrivere e a creare risorse gratuite (più o meno 4 al mese) ho pensato fosse necessario radunare sia le risorse pubbliche che quelle riservate.
 
Nel gruppo facebook a questo indirizzo:  SPIRITO DELLA NATURA – IL CERCHIO sono disponibili le risorse pubblicate su Facebook, per tutti e le trovi anche qui sotto in questa pagina, tutte raggruppate e pronte per essere condivise.
Mentre il link alla pagina delle risorse riservate lo puoi avere semplicemente iscrivendoti gratuitamente alla newsletter qui: MAILING LIST.
Buona lettura e grazie per la tua partecipazione 🙂
Lisa
RISORSE PUBBLICHE

La caccia e il rito.

Cosa è rimasto degli antichi riti di caccia?

Ho deciso di scrivere questo articolo perché in questi giorni, dopo la riapertura della stagione venatoria, si ritorna a parlare del senso di questa pratica. In molti si domandano perché la gente continui ad andare nei boschi a sparare ad animali per divertimento.

Amo ricercare soprattutto tra le abitudini dei nostri antichi antenati per capire meglio la Natura e anche il rapporto tra uomo e sacro. E così ho raccolto alcune informazioni in giro per il web, altre da libri, per trattare il tema della caccia dalla sua nascita, fino ad oggi e capirne il senso.

La premessa doverosa è che non sono una giornalista e non sono tenuta ad essere obiettiva per cui lo scrivo subito: io sono contraria alla caccia senza se e senza ma. Le mie opinioni però le scriverò in fondo all’articolo. Ora cominciamo a viaggiare nel tempo!


ALIMENTAZIONE PRIMITIVA UMANA

Sappiamo che i nostri antenati erano onnivori. Una scoperta recente in Israele ha permesso agli archeologi di reperire resti di cibo fossile di origine animale e vegetale.

Una conferma se pur non apertamente condivisa da tutti gli studiosi è che la natura onnivora dell’uomo troverebbe riscontro nelle similitudini di denti e stomaco del maiale, appunto onnivoro anch’esso. Ma c’è di più: anche nell’orso possiamo osservare molte abitudini simili alle nostre. L’alimentazione umana delle origini infatti prevedeva il cibarsi di ciò che veniva trovato, ovvero: frutta, insetti, larve, vegetali e carcasse, nonché la carne dei suoi stessi simili, proprio come il nostro amico orso, venerato nel Paleolitico, e a cui sono state dedicate grotte e riti proprio come se fosse una divinità. Chissà se l’uomo non abbia imparato proprio da questo gigante a nutrirsi! Leggi tutto “La caccia e il rito.”

Il nuovo anno di Spirito inizia con…

Settembre è arrivato, e come ogni anno porta aria di novità. Se avete imparato a conoscermi non riesco a stare per molto tempo ferma, i progetti e gli eventi cambiano, così come i programmi e anche in questo nuovo anno le novità sono molte e ne sono felice. Ogni nuovo progetto inizia sempre con la domanda: e’ utile a noi stessi, per ritrovare il profondo contatto con la nostra Grande Madre? Se la risposta è sì, il progetto diventa realtà!

E sai perchè? Sono sempre più convinta dopo la mia esperienza di vita questi ultimi 10 anni che ritrovare la connessione con la Natura e il suo Spirito sia il primo grande passo per essere felici e sentirsi in armonia.
Se vuoi approfondire questo tema ti lascio due pagine in cui trovare qualche altro mio pensiero: LE ORIGINI DI SPIRITO DELLA NATURA e SPIRITO DELLA NATURA

I nuovi ( e vecchi) percorsi di Spirito si basano sulla ricerca di questa felicità attraverso il lavoro a ritmo con la Grande Madre per rispettare noi stessi e tutto ciò che esiste. Useremo come sempre due degli strumenti più antichi che risuonano in noi e ci riuniscono ai nostri antenati: il rito e la magia  e ti invito a leggere QUI alcune utili riflessioni, non che a trovare le informazioni sui 4 percorsi di questo nuovo anno:

  • LA RUOTA DELLE STAGIONI – dedicato alle 8 feste per celebrare il ciclo della Terra di morte e rinascita;
  • LA CAPANNA DELLA LUNA – per lavorare con le energie lunari,più profonde e introspettive;
  • IL SENTIERO DELLE STAGIONI – per affrontare i passaggi stagionali con serenità attraverso strumenti pratici come l’alimentazione e la meditazione;
  • LA DEA SVELATA – il percorso dedicato alle donne che vogliono tagliare i vecchi condizionamenti e vivere libere come Dee.


COME CAMBIA IL LAVORO DI SPIRITO

La novità è che i percorsi saranno strutturati principalmente con dei mini seminari in Pdf, in cui trovare informazioni dettagliate e spunti di lavoro, mandala da colorare per ritrovare l’armonia attraverso la creatività e piccolo incanti per lavorare con la magia e sciogliere i nostri blocchi. Sarà inoltre possibile ricevere consulti on line per lavorare in maniera personalizzata e sciogliere eventuali dubbi derivati dal lavoro fatto a casa e partecipare ai webinar di gruppo quando verranno organizzati. Chiunque potrà unirsi, anche se lontano! Mentre per chi è della zona di Pisa o ha voglia di raggiungerci, ci ritroveremo come sempre per festeggiare i momenti importanti dell’anno, ma anche per condividere insieme giornate di approfondimento sui seminari e i corsi.

Tutte le novità, gli eventi e i nuovi Pdf disponibili sono comunicati tramite newsletter per cui se non sei ancora iscritto/a puoi farlo lasciando la tua mail QUI e ricevi subito molte risorse gratuite e i calendari lunari del 2018 e 2019!


TESSERAMENTO

Il nuovo anno di Spirito prevederà incontri fisici e a distanza che necessitano il tesseramento ( il contributo in molti casi è già compreso nella quota dei seminari senza nessuna aggiunta) e voglio farti sapere che con ogni tessera che verrà sottoscritta sarà devoluto in beneficenza il 20% a privati o associazioni che si occupano della protezione dei più indifesi. Ogni donazione sarà verificabile.

Se hai un’associazione o ti occupi di volontariato con bambini, animali, anziani o sei al servizio di boschi e spiagge, scrivi una mail per richiedere di essere inserito nella lista dei beneficiari : info@spiritodellanatura.it

LA BOTTEGA – THE LAIR

Ecco, questa è davvero una novità! Spirito della Natura avrà la sua bottega di oggetti selezionati per la tua pratica rituale. Qui trovi la pagina dedicata a questo nuovo progetto che sta già funzionando da Maggio 2018 Spirito della Natura – the Lair


INSOMMA, PRONTI?

Tutte le attività inizieranno con la Luna nuova di Ottobre. Perciò seguici sulla pagina facebook dove inserirò post informativi sulle attività ma anche tante cose carine come ricette di cucina, spunti di riflessione, citazioni, il libro del mese, e la nuova entrata #spiritogipsy ovvero la condivisione di luoghi naturali o culturali visitati nei nostri viaggi.

E non dimenticarti di lasciare la tua mail QUI per ricevere tante risorse gratuite e tutti gli eventi e novità tramite mail!

 

A presto!

 

Le origini di Spirito della Natura

Ciò che è oggi Spirito della natura è il risultato di alcuni anni di progetti, idee, tentativi falliti e tante emozioni.

Spirito è nato nel 2008 come un forum, in cui condividevo (io, Lisa ) insieme ad altri utenti tutto ciò che riguardava i percorsi pagani, il folklore e le proprietà di erbe e cristalli. Insieme al forum avevo creato anche un sito dedicato anch’esso alle antiche pratiche delle “streghe”. Studiando e ricercando avevo compreso che coloro che furono così chiamati erano uomini e donne devoti agli antichi Dei della Natura, sapienti nell’uso delle erbe, capaci di leggere i cambiamenti nelle stelle e nei simboli della Natura.

Le Streghe erano i depositari delle antiche storie di cui seguivano gli insegnamenti arrivati fino a noi. Ecco perché sono figure che ho preso come riferimento per la mia vita. Dal 2008 infatti per me è iniziato un percorso intenso, fatto di cambiamenti, di messe in discussione, di scelte e soprattutto di necessità.

Dopo aver scoperto questo mondo fatto di riti in onore della Dea, madre di tutte le cose, della Luna e di ogni cosa esistente, ho scelto di vivere la mia vita in funzione dei cicli naturali per rispettare la mia natura animale e ritrovare quell’antica connessione con tutto ciò che esiste.

Ho scoperto che vivendo in questo modo, il mio contatto con la Natura è diventato viscerale, e ho imparato a conoscere meglio me stessa man mano che mi addentravo nelle energie di Madre Natura.

Oggi più che mai è necessario un cambiamento, che sia capace di tutelare il mondo naturale, di non far dimenticare i vecchi insegnamenti e di farci sentire di nuovo parte del Tutto. Siamo tutti cellule di un unico organismo, ma non basta saperlo, occorre sentirlo con il cuore.

Nel 2011 ho iniziato un percorso per diventare operatrice olistica e integrare nella mia formazione anche degli strumenti efficaci di trasformazione interiore, per guarire le vecchie ferite e vivere una vita piena e felice.

Quando Spirito della Natura è diventata un’associazione culturale, nel 2014, ho integrato la mia formazione olistica con ciò che è il mio percorso di vita dal 2008. E’ nata così una pratica un po’ particolare, che mi piace definire “magia spirituale” ovvero l’utilizzo della magia, delle pratiche divinatorie e del rito come strumenti di cambiamento in base alle fasi lunari, ai cambiamenti stagionali, all’influenza dei pianeti.

Sono nati così dei percorsi (puoi trovare le informazioni dettagliate QUI) che ci permettono di ritrovare un profondo contatto con la Natura, con i suoi cicli per una vita più armoniosa, felice e rispettosa di ogni essere vivente.

Questa è la nostra storia fino ad ora, il resto la scriveremo strada facendo. Se vuoi unirti lascia la tua mail qui:  Contatti e newsletter

Orma dopo orma verso la Madre!

La Natura ci chiama al riposo

Agosto significa ferie, e ferie dovrebbe significare riposo. Dovrebbe.

Infatti spesso ci dimentichiamo che riposarsi non è organizzare vacanze impossibili ed estenuanti, ma fare qualcosa che ci rigeneri in modo da farci trovare pronti per il nuovo ciclo, quando i bambini rientrano a scuola e i grandi a lavoro.

Se osserviamo la natura possiamo presto imparare quale sia il miglior modo di vivere questo mese così caldo, infatti le attività “produttive” sono ridotte al minimo, la terra inizia ad entrare nella fase del riposo e i frutti che nascono sono nutriti da poche gocce d’acqua e dal buon nutrimento dato nei mesi precedenti. La Natura vive di rendita, si riposa, e inizia a progettare il nuovo ciclo grazie ai semi caduti in terra che in autunno saranno ricoperti dal manto di foglie e poi in inverno dal gelo, fino poi a germogliare con i primi calori.

Ecco perché voglio dedicare questo articolo al riposo. In occasione del nuovo ciclo di Luna di Agosto facciamo una promessa a noi stessi, Leggi tutto “La Natura ci chiama al riposo”

Le erbe delle Streghe nel Medioevo

Un libro consigliatissimo per gli amanti delle tradizioni popolari!

Qui di seguito una breve occhiata al libro tratta da Il Giardino dei Libri, dove puoi acquistare il testo cliccando qui : LE ERBE DELLE STREGHE NEL MEDIOEVO

 

Dalla prefazione di Bruno Andreolli:

“Dalla pubblicazione nel 1862 della Sourcière di Jules Michelet e soprattutto all’indomani della rivalutazione di questo studioso “anomalo”, che conobbe una lunga fase di oscuramento in età positivista, ci si è spogliati, benché faticosamente e peraltro non del tutto, dallo stereotipo che vedeva la strega come una figura inquietante e ingombrante, dedita a pratiche malefiche, strumento del demonio. […] nella riabilitazione di questa figura al primo posto emerge lo studio delle erbe, che sono patrimonio dell’universo femminile, ma in particolare delle streghe, con le quali le donne sono state spesso identificate, se non altro perché dal peccato della mela in poi hanno detenuto il patrimonio domestico del cibo e della cura del corpo, dall’atto del concepimento all’ultimo addio. Leggi tutto “Le erbe delle Streghe nel Medioevo”

La Mezza Estate: le tradizioni del popolo dopo l’Inquisizione

In questo articolo voglio affrontare un tema spesso sottovalutato, ovvero come col tempo la conoscenza che faceva parte di una tradizione antica, legata al potere della Terra e del Cielo sia stata rimpiazzata rendendo malefico tutto ciò che ne faceva parte. Questo ha però permesso il passaggio di alcune conoscenze e riti antichi che sotto forma di scherno, o superstizione, sono potuti giungere alle orecchie di chi ha voluto sentire.

Il Solstizio, o San Giovanni, insieme a Samhain e Yule, è la festa maggiormente demonizzata nella tradizione popolare. Si credeva infatti che spiriti e streghe vagassero liberi in queste notti e che il potere del santo Battista potesse scacciare i loro malefici. Le piante usate per tenere lontane le Streghe però, erano le stesse con cui loro maleficiavano, guarivano, onoravano..

L’aglio ad esempio in ogni parte di Europa, era usato con uso interno per proteggere bambini, animali e ammalati, dalle malattie e dai parassiti. Ma anche la tradizione di attaccare delle trecce di aglio deriva dall’antico uso di questo bulbo dal forte odore per proteggere le stalle e le case nei mesi invernali da pulci ed epidemie.

Diventa poi uno strumento per tenere lontani altri tipi di parassiti: vampiri, spiriti e streghe che si credeva succhiassero sangue dai bambini per poi sputarlo in ciotole preposte e farne un ingrediente per i loro malefici. Nel giorno di San Giovanni era, ed è usanza comprare la treccia d’aglio da appendere alla porta per proteggere la casa dalle streghe.

Un altro amuleto da appendere alle porte era un fascio di piante del periodo, raccolte nel Solstizio che avrebbero protetto dalle Streghe: biancospino, malva, iperico, verbena, artemisia, nocciolo, sambuco, trifoglio e ginepro. Tutte queste piante facevano parte di ricette curative e incanti usate dalle streghe stesse. Chissà per qualche magica ragione avrebbero dovuto esserne spaventate?

I falò di questa festa(ormai purtroppo sostituiti dai fuochi d’artificio), dopo l’imposizione della cultura cristiana, divennero uno strumento potente per respingere spiriti e streghe, impauriti dal fumo e dalla luce.

 

“Che il falò di San Giovanni sia lecito,
e il piacere non vada perduto!
Le scope saranno sempre consumate
e i bambini non smetteranno di nascere”

Goethe

Ciò che è davvero buffo, è che le streghe nei processi venivano accusate di danzare intorno al fuoco, senza vergogna nè paura, e di fatti per un bel periodo fu vietato dalla Chiesa stessa l’accensione dei fuochi sulle colline in alcuni periodi importanti dell’anno. A San Giovanni però, rimase e ancora esiste, la tradizione di mettere in scena il “rogo della Strega” bruciando un fantoccio dalle sembianze femminili. Una tradizione davvero beffarda, considerando poi che il Vaticano si è anche scusato per le manovre dell’inquisizione romana…

Concludo parlando dell’erba maggiormente legata a questo periodo ovvero l’Iperico, detta anche l’Erba di San Giovanni.

Questa pianta è comunissima da trovare intorno al periodo del Solstizio ed era utilizzata come panacea dalle guaritrici poichè ha proprietà antidolorifiche, antidepressive, è ottima contro bruciature e irritazioni, rilassante per il corpo se usata come olio e si pensava racchiudesse il potere del sole estivo rilasciandolo poi in casa dove se ne appendevano dei mazzetti. E’ il simbolo dell’estate, ovvero del periodo in cui la Natura è vitale, abbondante, e le semine iniziavano a dare i loro frutti. Il simbolo dunque di un periodo gioioso, di feste e sicurezza, in un tempo in cui una pioggia avrebbe potuto distruggere il sostentamento per un intero villaggio.

Divenne poi però un efficace rimedio contro diavoli, streghe, spiriti, soprattutto se raccolta all’alba di San Giovanni insieme alla rugiada. Da un erbario del XVI secolo si legge:

“Da alcuni è chiamata anche Fuga Demonum
poichè si crede
che dove viene conservata questa pianta
il diavolo non possa entrare,
inoltre non vi possono rimanere neanche gli spiriti
ed è per questo che in alcune zone viene messa nei letti dei bambini”

 

Ti invito come sempre a lasciare un commento anche per approfondimenti e curiosità della tua zona su questo magico periodo.

Nel precedente articolo ho trattato invece le piante più comuni del Solstizio: Le erbe del solstizio.

Buon Solstizio !

 

Lisa

Le erbe del solstizio

La notte di San Giovanni, come quella del Solstizio estivo sono state trasformate dalla tradizione popolare post medievale, in notti in cui gli spiriti vagano e infestano le case e le streghe volano verso il sabba per unirsi con il diavolo. Le Erbe di questo periodo perciò hanno cambiato il loro volto da “piante magiche” a “piante scaccia diavoli”. San Giovanni infatti era il santo messo a guardia di Streghe e diavoli e a lui erano consacrate piante e rimedi di protezione dal male. In questo articolo ho inserito le informazioni più comuni sulle piante più famose di questo periodo, facilmente riconoscibili per la raccolta nel nostro territorio. Ho voluto inserire anche notizie di carattere folkloristico perchè anche da queste informazioni possiamo trarne i veri usi antichi di queste piante magiche.

Iperico

Assicuravano essere tanto in odio ai diavoli che abbruciandone o facendone fomenti nelle case, essi subito se ne partivano

Medico Durante, del 1600

E’ una delle piante che la Natura ci regala intorno al solstizio d’estate e proprio nella notte di San Giovanni (24 Giugno) veniva raccolta insieme alla rugiada). Da sempre usata come “scaccia diavoli” ovvero per la protezione sia dalle malattie sia dai demoni interiori.

E’ una pianta solare, si credeva infatti che accumulasse la forza e l’energia del Sole per poi rilasciarla negli infusi e nel famoso olio di San Giovanni, come viene chiamato in molte zone della campagna Toscana.

Come molte delle piante legate al Sole getta luce sulle ombre dell’anima, scaccia la malinconia e la paura e il suo olio era usato per dare fiducia e calore, usato anche sui bambini quando avevano bisogno di solarità e di fiducia.. Paracelso lo colloca sotto l’influsso di Marte, capace di guarire le ferite, le bruciature e le infiammazioni.

Nella tradizione popolare si appendevano rametti di iperico alle porte per proteggere la casa e i suoi abitanti, o portato addosso. Piantarlo davanti casa era un modo per tenere lontane le maldicenze e il malocchio. Anche bruciarlo in casa la proteggeva dagli attacchi del male, e il suo profumo, simile all’incenso, gli conferisce tutta la sacralità di una pianta divina.

Il suo “sangue” che esce dai fiori sia strofinandoli, che se messi in macerazione, era considerato legato alla nascita e alla vita per poi diventare il sangue del santo protettore dal male, San Giovanni.

ARTEMISIA

Le sue virtù sono tante quante le sue foglie.

Wahalafrid Strabo, monaco del IX secolo.

 

L’Artemisia è una pianta legata alla Luna e al mondo femminile. Il suo nome infatti deriva dalla dea Artemide, che a sua volta ha radici ben più antiche con la Dea Artio, la dea orsa ( in gaelico gallese “orso” si dice Arth).

Nella mitologia questa pianta è donata dalla Dea alle donne per regolare il ciclo e aiutare nei parti.  Aveva anche l’uso abortivo, e di espulsione della placenta dopo il parto, ma anche quello di scacciare cisti dall’utero attraverso il decotto o il suo famoso vino in cui veniva macerata.

Veniva raccolta nella notte del solstizio, aspettando lo spuntare della Luna proprio per il suo forte legame con essa. Le corone di Artemisia venivano intrecciate per proteggere chi le indossava, infondendo un sentimento di gioia. Un rametto di artemisia portato in tasca serviva per proteggere nei viaggi e alleggerire la fatica. Qui vediamo come il suo legame con la Luna sia intriso in questa usanza: il momento in cui era necessaria maggior protezione era la notte, quando il cielo accoglieva la Luna e venivano infatti usate piante ad essa legate per proteggere i viandanti.

Santa Ildegarda la considerava anche utile per la digestione e la somministrava dentro a dei biscottini di farro, tritati poi finemente e somministrati mattina e sera a digiuno.

Le sue foglie tendono verso il Nord e per questo era considerata sacra e divina nonostante la sua estrema (infestante) diffusione.

VERBENA

Il suo nome ha una radice indoeuropea da cui deriva quella greca “Rhabdos” ovvero “verga” intesa come bacchetta ma anche come allusione ai suoi poteri legati all’amore e al vigore. E’ considerata infatti legata a Venere  e usata nella tradizione per creare incensi e filtri d’amore. Legata infatti ai matrimoni, gli sposi ne indossavano rametti sotto le vesti.

Si narra che le streghe la indossassero prima di volare al sabba per attrarre su di loro le attenzioni del diavolo e godere dei piaceri carnali. Divenne poi infatti associata alla Madonna e donata nelle Chiese nei giorni a lei dedicati.

Possiede anche proprietà legate all’ispirazione soprattutto nel nord Europa: i bardi infatti ne facevano delle corone per essere aiutati nella composizione dei loro canti o nella preveggenza.

Agisce sulla volontà, dissipando le incertezze, le sue foglie bruciate scacciavano i mali, l’acqua di verbena era usata per pulire la casa e le porte come atto protettivo.

Da ricordarsi sicuramente: cogliere la verbena con la mano sinistra porterà fortuna e gioia

 

Aglio

Un’altra comunissima pianta legata alle Streghe e poi successivamente usata contro di esse  è l’aglio a cui si attribuisce la proprietà protettiva se raccolto nella notte di San Giovanni. Come tutte le piante bulbose era attribuito alla terra e veniva in passato offerto alle divinità  legate ai morti come Osiride ed Ecate, per poi assumere il significato negativo di pianta legata al mondo dei diavoli, anche per il suo contenuto di zolfo, famosa sostanza che giunge direttamente dall’Inferno..

Tradizionalmente associata ai vampiri, nelle zone della Romania, coloro che erano sospettati tali venivano seppelliti con una testa d’aglio in bocca.

Un uso più tradizionale era quello di appendere trecce di aglio in casa, o alle porte delle stalle per proteggere gli animali e i raccolti dal malocchio.

Le sue proprietà curative erano note nei tempi antichi, era usato come antibiotico in Egitto nel tempo della costruzione delle piramidi.

Anche oggi ne conosciamo questa utile proprietà di combattere i batteri, e far guarire da febbri e infezioni, anche nel caso di morsi di animali selvatici attraverso un impacco di aglio macerato. Basti pensare che veniva usato come rimedio per la peste!

RUTA

Herba de fuga demonis

Una delle erbe delle Streghe più usate, insieme all’artemisia e alle piante magiche del “volo” venne poi considerata protettiva contro le Streghe per il suo forte odore. Nei processi gli accusatori ne portavano rametti sotto i vestiti.

Divenne così un’altra pianta consacrata a San Giovanni. Nel nel nord Europa i Celti la mettevano in casa per proteggersi dal male e dalle malattie, nelle stalle contro le pulci e fu un rimedio insieme all’aglio, contro la peste.

Era usata nelle carceri per tenere lontani  i topi e la diffusione di malattie.

Corone di ruta venivano messe sulle tombe per evitare infestazioni di spiriti.

Il suo uso popolare era legato al fatto che nessun insetto si avvicina a questa pianta ed era perciò utile nei raccolti, ma anche per tenere lontani animali selvatici bruciandola nei fuochi esterni.

Come l’artemisia era usata in tutti i processi femminili, dalla mestruazione all’espulsione della placenta dopo il parto.

Un effetto particolarmente caro alle Streghe, ma soprattutto a chi si rivolgeva a loro per avere dei rimedi, era la capacità di raffreddare l’uomo: “Nell’uom Venere affredda”. 

Questo effetto sarà stato sicuramente temuto dagli uomini, così come anche la capacità di ruta e artemisia di rendere le donne indipendenti di decidere se avere figli o meno. Queste due erbe, se trovate in mano a una donna erano spesso considerate una prova del fatto che fosse una strega.

 

Molte altre sono le piante di questa magica notte, menta, lavanda, sambuco, nocciolo, solo  per citarne alcune. Ho preferito concentrarmi su quelle più famose e come sapete, su quelle facilmente riconoscibili e rintracciabili allo stato selvatico così che possiate divertirvi a raccoglierle nella notte del solstizio estivo.

 

Felice festa di Mezza estate!

 

Lisa

Le fate di maggio

Maggio è un mese molto particolare:si iniziano a vedere prati fioriti, i primi funghi e i boschi animati da voci e colori.

In mezzo alle foglie si nascondono piccoli esseri incantati, fate e folletti che popolano le storie di folklore in tutte le parti del mondo.

Dedico questo articolo ad una zona dell’Europa che fino ad oggi crede nel mondo fatato: la Scozia.

Ho letto alcuni libri sull’argomento, uno dei quali mi ha molto colpito che si chiama ” Dalla parte delle Streghe” di Vanna de Angelis nel quale ho trovato molte storie sul popolo fatato che ho riassunto in questo articolo.

Le fate sono esseri eterei e possono apparire e scomparire a loro piacere ma  hanno poca durata nella materia. Il popolo fatato è numeroso intorno a noi, si cibano di rugiada, linfa o i cibi delle nostre cucine preparati appositamente per loro. Si nutrono anche di energia pura.

Si possono vedere e udire da chi è dotato o sviluppa la seconda vista. Questa facoltà è innata ed ereditaria ma può essere acquistata studiando e intraprendendo un percorso spirituale. Se si acquisisce la dote di vedere ciò che è etereo, le fate potranno mostrarsi in tutta la loro bellezza soprattutto recitando alcune formule è possibile vederle anche mentre volano.

La tribù del popolo feerico ha una regina delle fate che regola e legifera proprio come nel mondo umano.

Hanno periodi di guerra e di pace ma non possono essere feriti e quando muoiono si trasformano in nuova vita.
Le loro case sono all’interno delle colline dentro le quali vivono fuochi eterni mantenuti accesi dalle fate stesse.

Hanno armi e tesori nascosti, insegnano agli uomini le loro conoscenze e possono anche unirsi sessualmente con loro.

Talvolta le fate rapiscono alcune donne dopo il parto per allattare i loro piccoli e poi le rilasciano se queste non desiderano più stare con loro. Se viene svelato un loro segreto carpito durante la permanenza presso la loro dimora le fate puniscono severamente il tradimento. Non sono esseri malevoli come la storia vuole far credere, ma hanno grande rispetto per il loro popolo e lo difendono da chiunque rappresenti una minaccia.

Come sostiene anche Paracelso, il popolo fatato aiuta l’uomo in una collaborazione pura e pacifica quando vi è rispetto. Le fate infatti avvisano gli umani se incombe su di essi qualche sciagura. Fanno dei patti di scambio con l’uomo per insegnare e guidare ai misteri della Natura  con la quale sono connesse e ne leggono i cambiamenti.
Per attrarle dobbiamo tenere puliti i nostri ambienti.


LE PIANTE DEI FAIRIES

Una delle loro piante è il quadrifoglio, che se viene messo sulla testa permette di vedere le fate nel loro mondo, mentre il trifoglio rappresenta le 3 fate che determinano il destino del neonato, proprio come le fatine che troviamo nella fiaba della ” Bella addormentata nel bosco”.

La Digitale invece è considerato un fiore usato dalle fate come cappellino, talvolta come guanto. Anche altri fiori dalla forma a campana sono associati alle fate come dimora del popolo feerico o come strumenti musicali che preannunciano sventura o grandi festeggiamenti.

CURIOSITA’

I fairies con il tempo diventano la rappresentazione minuscola degli Dei, allo scopo di sminuirli e ridurli al semplice ruolo di “personaggi delle fiabe” o  peggio, al ruolo di demoni. Chi crede alla loro esistenza, mai messa in dubbio fino al 1800, veniva creduto una strega e doveva essere condannato .

Le Banshees, spesso nominate nel nord Europa,  sono le fate che lavano i sudari dei guerrieri morti in battaglia, sono premonitrici di morte se vengono viste e assumeranno poi il ruolo di esseri malefici.

In Italia le fate sono considerate figlie di Diana  e più precisamente sono i raggi della Luna che scendono in Terra. Viaggiano in cielo come le streghe e si nutrono alle tavole degli umani che le rispettano, frequentano infatti solo le case in cui regna l’armonia e l’ordine.

 

E’ un argomento molto vasto quello del Piccolo Popolo, e se vuoi approfondire il tema ti suggerisco di leggere anche un articolo in cui ho racchiuso alcune informazioni emerse durante un cerchio d studio che trovi qui : About Witches: gli Spiriti di Natura e gli Elementali.

Per il momento chiudo qui questo articolo ma sono certa che presto lo amplierò con nuovi contenuti!

 

Lisa