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La Natura ci chiama al riposo

Agosto significa ferie, e ferie dovrebbe significare riposo. Dovrebbe.

Infatti spesso ci dimentichiamo che riposarsi non è organizzare vacanze impossibili ed estenuanti, ma fare qualcosa che ci rigeneri in modo da farci trovare pronti per il nuovo ciclo, quando i bambini rientrano a scuola e i grandi a lavoro.

Se osserviamo la natura possiamo presto imparare quale sia il miglior modo di vivere questo mese così caldo, infatti le attività “produttive” sono ridotte al minimo, la terra inizia ad entrare nella fase del riposo e i frutti che nascono sono nutriti da poche gocce d’acqua e dal buon nutrimento dato nei mesi precedenti. La Natura vive di rendita, si riposa, e inizia a progettare il nuovo ciclo grazie ai semi caduti in terra che in autunno saranno ricoperti dal manto di foglie e poi in inverno dal gelo, fino poi a germogliare con i primi calori.

Ecco perché voglio dedicare questo articolo al riposo. In occasione del nuovo ciclo di Luna di Agosto facciamo una promessa a noi stessi, Leggi tutto “La Natura ci chiama al riposo”

Le erbe delle Streghe nel Medioevo

Un libro consigliatissimo per gli amanti delle tradizioni popolari!

Qui di seguito una breve occhiata al libro tratta da Il Giardino dei Libri, dove puoi acquistare il testo cliccando qui : LE ERBE DELLE STREGHE NEL MEDIOEVO

 

Dalla prefazione di Bruno Andreolli:

“Dalla pubblicazione nel 1862 della Sourcière di Jules Michelet e soprattutto all’indomani della rivalutazione di questo studioso “anomalo”, che conobbe una lunga fase di oscuramento in età positivista, ci si è spogliati, benché faticosamente e peraltro non del tutto, dallo stereotipo che vedeva la strega come una figura inquietante e ingombrante, dedita a pratiche malefiche, strumento del demonio. […] nella riabilitazione di questa figura al primo posto emerge lo studio delle erbe, che sono patrimonio dell’universo femminile, ma in particolare delle streghe, con le quali le donne sono state spesso identificate, se non altro perché dal peccato della mela in poi hanno detenuto il patrimonio domestico del cibo e della cura del corpo, dall’atto del concepimento all’ultimo addio. Leggi tutto “Le erbe delle Streghe nel Medioevo”

La Mezza Estate: le tradizioni del popolo dopo l’Inquisizione

In questo articolo voglio affrontare un tema spesso sottovalutato, ovvero come col tempo la conoscenza che faceva parte di una tradizione antica, legata al potere della Terra e del Cielo sia stata rimpiazzata rendendo malefico tutto ciò che ne faceva parte. Questo ha però permesso il passaggio di alcune conoscenze e riti antichi che sotto forma di scherno, o superstizione, sono potuti giungere alle orecchie di chi ha voluto sentire.

Il Solstizio, o San Giovanni, insieme a Samhain e Yule, è la festa maggiormente demonizzata nella tradizione popolare. Si credeva infatti che spiriti e streghe vagassero liberi in queste notti e che il potere del santo Battista potesse scacciare i loro malefici. Le piante usate per tenere lontane le Streghe però, erano le stesse con cui loro maleficiavano, guarivano, onoravano..

L’aglio ad esempio in ogni parte di Europa, era usato con uso interno per proteggere bambini, animali e ammalati, dalle malattie e dai parassiti. Ma anche la tradizione di attaccare delle trecce di aglio deriva dall’antico uso di questo bulbo dal forte odore per proteggere le stalle e le case nei mesi invernali da pulci ed epidemie.

Diventa poi uno strumento per tenere lontani altri tipi di parassiti: vampiri, spiriti e streghe che si credeva succhiassero sangue dai bambini per poi sputarlo in ciotole preposte e farne un ingrediente per i loro malefici. Nel giorno di San Giovanni era, ed è usanza comprare la treccia d’aglio da appendere alla porta per proteggere la casa dalle streghe.

Un altro amuleto da appendere alle porte era un fascio di piante del periodo, raccolte nel Solstizio che avrebbero protetto dalle Streghe: biancospino, malva, iperico, verbena, artemisia, nocciolo, sambuco, trifoglio e ginepro. Tutte queste piante facevano parte di ricette curative e incanti usate dalle streghe stesse. Chissà per qualche magica ragione avrebbero dovuto esserne spaventate?

I falò di questa festa(ormai purtroppo sostituiti dai fuochi d’artificio), dopo l’imposizione della cultura cristiana, divennero uno strumento potente per respingere spiriti e streghe, impauriti dal fumo e dalla luce.

 

“Che il falò di San Giovanni sia lecito,
e il piacere non vada perduto!
Le scope saranno sempre consumate
e i bambini non smetteranno di nascere”

Goethe

Ciò che è davvero buffo, è che le streghe nei processi venivano accusate di danzare intorno al fuoco, senza vergogna nè paura, e di fatti per un bel periodo fu vietato dalla Chiesa stessa l’accensione dei fuochi sulle colline in alcuni periodi importanti dell’anno. A San Giovanni però, rimase e ancora esiste, la tradizione di mettere in scena il “rogo della Strega” bruciando un fantoccio dalle sembianze femminili. Una tradizione davvero beffarda, considerando poi che il Vaticano si è anche scusato per le manovre dell’inquisizione romana…

Concludo parlando dell’erba maggiormente legata a questo periodo ovvero l’Iperico, detta anche l’Erba di San Giovanni.

Questa pianta è comunissima da trovare intorno al periodo del Solstizio ed era utilizzata come panacea dalle guaritrici poichè ha proprietà antidolorifiche, antidepressive, è ottima contro bruciature e irritazioni, rilassante per il corpo se usata come olio e si pensava racchiudesse il potere del sole estivo rilasciandolo poi in casa dove se ne appendevano dei mazzetti. E’ il simbolo dell’estate, ovvero del periodo in cui la Natura è vitale, abbondante, e le semine iniziavano a dare i loro frutti. Il simbolo dunque di un periodo gioioso, di feste e sicurezza, in un tempo in cui una pioggia avrebbe potuto distruggere il sostentamento per un intero villaggio.

Divenne poi però un efficace rimedio contro diavoli, streghe, spiriti, soprattutto se raccolta all’alba di San Giovanni insieme alla rugiada. Da un erbario del XVI secolo si legge:

“Da alcuni è chiamata anche Fuga Demonum
poichè si crede
che dove viene conservata questa pianta
il diavolo non possa entrare,
inoltre non vi possono rimanere neanche gli spiriti
ed è per questo che in alcune zone viene messa nei letti dei bambini”

 

Ti invito come sempre a lasciare un commento anche per approfondimenti e curiosità della tua zona su questo magico periodo.

Nel precedente articolo ho trattato invece le piante più comuni del Solstizio: Le erbe del solstizio.

Buon Solstizio !

 

Lisa

Le erbe del solstizio

La notte di San Giovanni, come quella del Solstizio estivo sono state trasformate dalla tradizione popolare post medievale, in notti in cui gli spiriti vagano e infestano le case e le streghe volano verso il sabba per unirsi con il diavolo. Le Erbe di questo periodo perciò hanno cambiato il loro volto da “piante magiche” a “piante scaccia diavoli”. San Giovanni infatti era il santo messo a guardia di Streghe e diavoli e a lui erano consacrate piante e rimedi di protezione dal male. In questo articolo ho inserito le informazioni più comuni sulle piante più famose di questo periodo, facilmente riconoscibili per la raccolta nel nostro territorio. Ho voluto inserire anche notizie di carattere folkloristico perchè anche da queste informazioni possiamo trarne i veri usi antichi di queste piante magiche.

Iperico

Assicuravano essere tanto in odio ai diavoli che abbruciandone o facendone fomenti nelle case, essi subito se ne partivano

Medico Durante, del 1600

E’ una delle piante che la Natura ci regala intorno al solstizio d’estate e proprio nella notte di San Giovanni (24 Giugno) veniva raccolta insieme alla rugiada). Da sempre usata come “scaccia diavoli” ovvero per la protezione sia dalle malattie sia dai demoni interiori.

E’ una pianta solare, si credeva infatti che accumulasse la forza e l’energia del Sole per poi rilasciarla negli infusi e nel famoso olio di San Giovanni, come viene chiamato in molte zone della campagna Toscana.

Come molte delle piante legate al Sole getta luce sulle ombre dell’anima, scaccia la malinconia e la paura e il suo olio era usato per dare fiducia e calore, usato anche sui bambini quando avevano bisogno di solarità e di fiducia.. Paracelso lo colloca sotto l’influsso di Marte, capace di guarire le ferite, le bruciature e le infiammazioni.

Nella tradizione popolare si appendevano rametti di iperico alle porte per proteggere la casa e i suoi abitanti, o portato addosso. Piantarlo davanti casa era un modo per tenere lontane le maldicenze e il malocchio. Anche bruciarlo in casa la proteggeva dagli attacchi del male, e il suo profumo, simile all’incenso, gli conferisce tutta la sacralità di una pianta divina.

Il suo “sangue” che esce dai fiori sia strofinandoli, che se messi in macerazione, era considerato legato alla nascita e alla vita per poi diventare il sangue del santo protettore dal male, San Giovanni.

ARTEMISIA

Le sue virtù sono tante quante le sue foglie.

Wahalafrid Strabo, monaco del IX secolo.

 

L’Artemisia è una pianta legata alla Luna e al mondo femminile. Il suo nome infatti deriva dalla dea Artemide, che a sua volta ha radici ben più antiche con la Dea Artio, la dea orsa ( in gaelico gallese “orso” si dice Arth).

Nella mitologia questa pianta è donata dalla Dea alle donne per regolare il ciclo e aiutare nei parti.  Aveva anche l’uso abortivo, e di espulsione della placenta dopo il parto, ma anche quello di scacciare cisti dall’utero attraverso il decotto o il suo famoso vino in cui veniva macerata.

Veniva raccolta nella notte del solstizio, aspettando lo spuntare della Luna proprio per il suo forte legame con essa. Le corone di Artemisia venivano intrecciate per proteggere chi le indossava, infondendo un sentimento di gioia. Un rametto di artemisia portato in tasca serviva per proteggere nei viaggi e alleggerire la fatica. Qui vediamo come il suo legame con la Luna sia intriso in questa usanza: il momento in cui era necessaria maggior protezione era la notte, quando il cielo accoglieva la Luna e venivano infatti usate piante ad essa legate per proteggere i viandanti.

Santa Ildegarda la considerava anche utile per la digestione e la somministrava dentro a dei biscottini di farro, tritati poi finemente e somministrati mattina e sera a digiuno.

Le sue foglie tendono verso il Nord e per questo era considerata sacra e divina nonostante la sua estrema (infestante) diffusione.

VERBENA

Il suo nome ha una radice indoeuropea da cui deriva quella greca “Rhabdos” ovvero “verga” intesa come bacchetta ma anche come allusione ai suoi poteri legati all’amore e al vigore. E’ considerata infatti legata a Venere  e usata nella tradizione per creare incensi e filtri d’amore. Legata infatti ai matrimoni, gli sposi ne indossavano rametti sotto le vesti.

Si narra che le streghe la indossassero prima di volare al sabba per attrarre su di loro le attenzioni del diavolo e godere dei piaceri carnali. Divenne poi infatti associata alla Madonna e donata nelle Chiese nei giorni a lei dedicati.

Possiede anche proprietà legate all’ispirazione soprattutto nel nord Europa: i bardi infatti ne facevano delle corone per essere aiutati nella composizione dei loro canti o nella preveggenza.

Agisce sulla volontà, dissipando le incertezze, le sue foglie bruciate scacciavano i mali, l’acqua di verbena era usata per pulire la casa e le porte come atto protettivo.

Da ricordarsi sicuramente: cogliere la verbena con la mano sinistra porterà fortuna e gioia

 

Aglio

Un’altra comunissima pianta legata alle Streghe e poi successivamente usata contro di esse  è l’aglio a cui si attribuisce la proprietà protettiva se raccolto nella notte di San Giovanni. Come tutte le piante bulbose era attribuito alla terra e veniva in passato offerto alle divinità  legate ai morti come Osiride ed Ecate, per poi assumere il significato negativo di pianta legata al mondo dei diavoli, anche per il suo contenuto di zolfo, famosa sostanza che giunge direttamente dall’Inferno..

Tradizionalmente associata ai vampiri, nelle zone della Romania, coloro che erano sospettati tali venivano seppelliti con una testa d’aglio in bocca.

Un uso più tradizionale era quello di appendere trecce di aglio in casa, o alle porte delle stalle per proteggere gli animali e i raccolti dal malocchio.

Le sue proprietà curative erano note nei tempi antichi, era usato come antibiotico in Egitto nel tempo della costruzione delle piramidi.

Anche oggi ne conosciamo questa utile proprietà di combattere i batteri, e far guarire da febbri e infezioni, anche nel caso di morsi di animali selvatici attraverso un impacco di aglio macerato. Basti pensare che veniva usato come rimedio per la peste!

RUTA

Herba de fuga demonis

Una delle erbe delle Streghe più usate, insieme all’artemisia e alle piante magiche del “volo” venne poi considerata protettiva contro le Streghe per il suo forte odore. Nei processi gli accusatori ne portavano rametti sotto i vestiti.

Divenne così un’altra pianta consacrata a San Giovanni. Nel nel nord Europa i Celti la mettevano in casa per proteggersi dal male e dalle malattie, nelle stalle contro le pulci e fu un rimedio insieme all’aglio, contro la peste.

Era usata nelle carceri per tenere lontani  i topi e la diffusione di malattie.

Corone di ruta venivano messe sulle tombe per evitare infestazioni di spiriti.

Il suo uso popolare era legato al fatto che nessun insetto si avvicina a questa pianta ed era perciò utile nei raccolti, ma anche per tenere lontani animali selvatici bruciandola nei fuochi esterni.

Come l’artemisia era usata in tutti i processi femminili, dalla mestruazione all’espulsione della placenta dopo il parto.

Un effetto particolarmente caro alle Streghe, ma soprattutto a chi si rivolgeva a loro per avere dei rimedi, era la capacità di raffreddare l’uomo: “Nell’uom Venere affredda”. 

Questo effetto sarà stato sicuramente temuto dagli uomini, così come anche la capacità di ruta e artemisia di rendere le donne indipendenti di decidere se avere figli o meno. Queste due erbe, se trovate in mano a una donna erano spesso considerate una prova del fatto che fosse una strega.

 

Molte altre sono le piante di questa magica notte, menta, lavanda, sambuco, nocciolo, solo  per citarne alcune. Ho preferito concentrarmi su quelle più famose e come sapete, su quelle facilmente riconoscibili e rintracciabili allo stato selvatico così che possiate divertirvi a raccoglierle nella notte del solstizio estivo.

 

Felice festa di Mezza estate!

 

Lisa

La magia

La magia è uno dei temi più affascinanti in cui mi sono imbattuta da quando mi sono avvicinata al mondo pagano. All’inizio leggevo libri sulla Wicca e rimasi quasi scioccata quando scoprii che queste religioni della Natura, prevedevano l’uso di rituali e di incanti! Mi sono molto appassionata al tema in questi anni e sono finita per approdare anche nello studio di alcuni concetti di fisica quantistica per poter meglio comprendere che cosa si intendesse davvero per magia e come funzionasse il suo meccanismo.

Ad oggi posso dire che il termine “magia” purtroppo è stato molto infangato e frainteso e quindi molti se ne sono allontanati, ma per quelli che hanno deciso di approfondire il tema e di studiarne i meccanismi, ho pensato di scrivere questo articolo che racchiude molti concetti studiati in questi anni.

Cominciamo da una delle prime frasi che ho letto a riguardo in cui ho dovuto ricredermi sul fatto che la magia fosse sovrannaturale:

“La magia è la proiezione di energie naturali per produrre effetti necessari”

Scott Cunnhingam

La magia infatti segue le stesse leggi della Natura, Leggi tutto “La magia”

Spiritualità e religione

Molto spesso mi sono interrogata sulle differenze di significato tra questi due termini e dopo svariati anni di dubbi mi sono fatta una mia idea che potrebbe essere abbastanza accettabile. Perchè è importante capire la differenza? Forse non è così importante ma in me ha cambiato notevolmente il mio approccio al Sacro. Ecco direi che per cominciare potremmo dire che sono due modi diversi di vivere il Divino dentro di noi e in ogni cosa esistente.

Direi di iniziare dal vocabolario e scoprire che cosa significano queste due parole nella nostra lingua. (In grassetto ho evidenziato alcune frasi significative e più avanti trovi il riassunto se non hai tempo di leggere le definizioni)

Leggi tutto “Spiritualità e religione”

La magia dei nodi

I nodi da sempre sono associati alla magia. Annodare è come legare, fissare, trattenere. Si possono usare per trattenere energie benefiche o malefiche.

Una delle simbologie più legate ai nodi è quella dell’intreccio dei capelli. In alcune tradizioni native, anche del nord Europa, i capelli erano sacri, connessione con il divino e luogo di memorie.

Intrecciarli mentre si recita un incanto è il modo più semplice di fare magia, ma tenerli legati può anche simboleggiare la necessità di non avere connessione con ciò che ci circonda, per evitare ad esempio di venire a contatto con energie negative.

Leggi tutto “La magia dei nodi”

Inquisizione: l’oppressione delle donne streghe.

In questo articolo affrontiamo il tema più conosciuto sulla sottomissione e il tentativo di soppressione del potere femminile: le pratiche inquisitorie ai danni delle Streghe. 

Chi sono le streghe?

Per capire i motivi che dettero il via alla “caccia alla streghe” dobbiamo chiarire che cosa sia stata una strega, nella realtà.  QUI trovi un articolo che riassume alcuni concetti più approfonditi di quelli che troverai qui di seguito.

La Strega nella sua forma divina viene spesso associata ad una Dea o ad una fata. Una donna di magia infatti richiama nell’animo umano, i poteri di chi può e conosce tutto. Inoltre viene spesso associato alla strega il potere di guarire attraverso la sua arte e le sue conoscenze.

La strega se la ascolti bene che cosa è se non una donna comune che si sente parte della Natura e che dalla Natura trae il suo sapere, osservandola e comprendendone le leggi? Leggi tutto “Inquisizione: l’oppressione delle donne streghe.”

La responsabilità personale

Siamo in un momento storico in cui tutti possiamo uscire dai nostri blocchi, difficoltà, affrontare limiti e paure. Ci vengono offerte moltissime strade, ma possiamo comunque riunirle in due cammini delineati da due caratteristiche: la strada  passiva e quella attiva. Facendo questo lavoro ho notato come negli anni le persone, non tutte ovviamente, scelgano la strada passiva con più leggerezza, ovvero rivolgersi ad operatori per “farsi aggiustare”. Ciò che io e molti altri colleghi , vogliamo comunicare alle persone quando si rivolgono a noi è invece il metodo attivo: faticoso, da veri coraggiosi ma quello che distrugge definitivamente il nostro “lato condizionato”.

Vediamo di che si tratta e su cosa si basa.

Il metodo passivo: ho un problema emotivo che mi blocca nel lavoro, vado da un operatore che mi tratta dandomi energia, rimedi, aprendo e chiudendo i chakra all’occorrenza e io esco dal suo studio molto più leggera, felice, e vedo il mondo un pochino più roseo. Solo che non ho Leggi tutto “La responsabilità personale”