Perchè è importante riscoprire la Dea?

In questo periodo ho lavorato molto al seminario dedicato al femminino sacro dal titolo La Dea Svelata, creato per aiutare le donne che sentono il bisogno di lavorare sul proprio potere femminile, antico quanto l’umanità.

Mi sono immensamente emozionata a scrivere i testi e a viaggiare nel tempo in mezzo alle raffigurazioni in terracotta della Dea che mi sono chiesta: perchè guardando queste rappresentazioni mi vengono i brividi?

Qualcosa in me ha risposto: perchè ci sei stata anche te.

Non so cosa intendevo, quando ho risposto così, ma sono sicura che vedere le piccole Dee modellate nella terracotta o scolpite nelle ossa mi ha ricordato davvero qualcosa di arcaico, mi ha riportato in un altro tempo e ho sentito una grande emozione, che attraversava la pace.

Forse ho sentito proprio la pace che regnava al tempo delle prime Dee in terracotta, nelle culture gilaniche e matrilineari.

 

SOCIETA’ GILANICHE E MATRILINEARI: COSA SONO?

Conciliabolo di Dee-serpente

Gilania (dal vocabolario Treccani): Organizzazione sociale anteriore al patriarcato, esistita in Europa tra il 7000 e il 3500 a.C. e caratterizzata dall’eguaglianza tra sessi e dalla sostanziale assenza di gerarchia e autorità centralizzata. Tra il 4300 e il 2800 a.C. la g. sarebbe stata soppiantata da un’altra cultura neolitica, quella dei kurgan, una società androcratica e patrilineare emersa dal bacino del Volga. Il termine è stato coniato dall’archeologa di origine lituana M. Gimbutas utilizzando le radici greche gy (donna) e an (uomo)

Matrilinearità (dal vocabolario Treccani). In antropologia sociale, sistema di discendenza per linea materna, nel quale cioè i figli ereditano la posizione sociale e il possesso dei beni dalla madre anziché dal padre; mentre il ruolo del padre risulta prevalentemente affettivo, la madre occupa una posizione di grande potere e prestigio, pur essendo affiancata, in particolare nell’educazione dei figli, da uomini della sua stessa linea di discendenza.

In queste società, gilaniche e  matrilineari, ogni  cosa  esistente era considerata manifestazione del principio  divino,  la  Grande Dea. Ogni cosa dunque era  sacra e questo principio era alla base della vita fino al Neolitico, prima dell’arrivo degli Indoeuropei. La tribù era organizzata come un apparato unico dove ognuno svolgeva il proprio ruolo collaborando, risolvendo i conflitti, aiutandosi nelle malattie. Vi era profondo rispetto per la morte, anche nel caso di persone con malformazioni o bambini molto piccoli, seppelliti con conchiglie e monili. Gli anziani erano i saggi, tutti se ne prendevano cura.

NIENTE GUERRA

Il fatto che ha avvalorato l’idea che le società basate sul culto della Dea fossero pacifiche, è l’assenza di ritrovamenti di statuette di guerrieri o di raffigurazioni di scene di guerra. La guerra implica la distruzione e la morte e tenendo sempre presente la loro concezione che ogni cosa è sacra in quanto nata dalla Grande Dea, non era concepibile distruggere e soggiogare poichè ogni vita ha il diritto di essere protetta.

CACCIA SACRA

La caccia era una delle attività delle culture matrilineari e gilaniche. A qualcuno potrebbe sorgere la domanda: ma non erano pacifiche e proteggevano la vita? Ottima domanda, e per comprendere il senso della caccia in quel tempo, occorre ricordare che non esistevano i supermercati con le numerose alternative moderne! Le uniche fonti di cibo erano frutti e bacche, prodotti dell’agricoltura( non tutti, molti tipi di legumi non esistevano, coltivavano per lo più cereali) e si dedicavano alla caccia in vista di uno spostamento per assicurarsi cibo durante il viaggio: la carne infatti veniva facilmente essiccata, e diventava un cibo nutriente per sostenere i viaggi a piedi di molti chilometri. Quando invece le tribù divennero stanziali e l’allevamento non era ancora radicato, la caccia servì per assicurarsi il cibo prima dell’inverno, anche in questo caso essiccandola e garantendo la sopravvivenza alla tribù.

Ogni battuta di caccia però, era preceduta da un rituale sacro: lo sciamano comunicava con gli spiriti, chiedeva allo spirito della preda di concedersi per permettere alla tribù di sfamarsi, e una volta morto l’animale, veniva utilizzato in ogni sua parte, senza nessuno spreco e anzi, onorato dandogli nuova vita: le ossa spesso diventavano strumenti musicali, la pelle era il materiale con cui fabbricavano i loro vestiti e il cranio veniva seppellito insieme ai cacciatori che rimanevano vittime.

Per approfondire l’argomento puoi leggere un intero articolo che ho dedicato ai rituali di caccia: La caccia e il rito

 

MADRE NATURA

Non credo si possa neanche parlare di “rispetto per la Natura” perchè queste tribù,  si sentivano parte della Natura,di tutto ciò che esisteva, ed  era probabilmente scontato rispettare ciò che senti parte di  te. Attraverso il rito  onoravano i passaggi della vita come la nascita e la  morte e porre l’attenzione su questo procedere ciclico permette di sentire i  cambiamenti, di essere consapevoli dell’ambiente che ci circonda, di esserne parte, poichè l’uomo muore esattamente come l’animale non umano, o come una spiga di grano tagliata. Attraverso il rito si sente la Natura e il suo procedere.

Se vuoi approfondire l’argomento ho scritto un articolo dedicato proprio al rito e alla sua importanza: Il rito che scandisce la vita

 

VENERI FALLIFORMI

Dagli scavi, arriva una preziosa testimonianza : le veneri falliformi, ovvero statuette di forma fallica che rappresentano la Dea a testimoniare di quanto l’uguaglianza tra i sessi regnasse pacifica. Inoltre nei luoghi sacri dedicati alla Dea sono stati ritrovati simboli fallici per onorare il principio femminile e che le stesse donne veneravano, come simboli di abbondanza.

 

CONCLUSIONE E RIASSUNTO

Perchè è importante riscoprire la Dea in questo tempo e come?

Perchè in una cultura fondata sui valori del femminino sacro:

  • la guerra non esiste, i conflitti vengono rivolti da un mediatore, spesso uno sciamano, ma oggi potrebbe andare bene anche un avvocato disinteressato al denaro e interessato al bene comune. Ognuno di noi però può diventare mediatore ad esempio sostituendo il giudizio verso gli altri con l’ascolto.

  • Le categorie più indifese sono protettebambini, malati, anziani:  la società si occupa di loro e provvede ai loro bisogni. Oggi non c’è più tempo per niente, se non per correre da una parte all’altra. Sostenere associazioni che si occupano di cura e di sostegno può essere un buon modo per iniziare. Altrimenti mettiti in campo e aiuta per esempio altre mamme quando hanno difficoltà organizzative con i figli occupandotene tu per qualche ora.
  • Ognuno ha un ruolo rivolto alla vita e al benessere, sia personale che della tribù. Oggi basterebbe che ognuno spazzasse l’uscio di casa per avere un mondo migliore (proverbio cinese). Ed è davvero così: tieni pulita la tua casa, il giardino, il parco dove gioca tuo figlio, i tuoi pensieri, sorridi.
  • Gli animali sono uccisi solo se necessario, con profondo rispetto. Quello che facciamo oggi probabilmente susciterebbe orrore nei nostri antenati. Abbiamo infinite alternative al consumo di carne, si tratta solo di avere il coraggio di cambiare abitudini ma ne vale la pena. Ogni cosa è sacra perchè manifestazione della Grande Dea, ricordi?
  • Il rito, parte integrante delle culture antiche permette di fluire con i ritmi della Natura, i nostri ritmi, e di conseguenza ci lega a lei con amore e rispetto. Inizia ad osservare la Natura  e le sue  stagioni e ascolta quanto questo ti avvicini a lei.
  • L’uomo e la donna si rispettano: al tempo non c’era il concetto di famiglia, matrimonio, coppia. Spesso i bambini non sapevano chi fosse il padre perchè non era importante, i figli erano figli di tutti. E l’uomo contribuiva come parte attiva alla crescita dei giovani. Non occorre diventare estremi, all’interno di un matrimonio moderno sarebbe bello riscoprire il valore del sostegno reciproco, del rispetto per l’unicità dell’altro. In una coppia ognuno ha le sue capacità, passioni, sogni che dovrebbero essere protetti dall’altro, anche se non condivisi. I figli cresciuti con amore da entrambi e la donna non venerata, ma onorata per il suo ruolo di creatrice di vita, al pari dell’uomo, non sopra, non sotto, ma accanto, fianco a fianco, costola  a costola.

 

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Autore: Lisa

Operatrice olistica, energy helper, ricercatrice spirituale

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