Spiritualità e religione

Molto spesso mi sono interrogata sulle differenze di significato tra questi due termini e dopo svariati anni di dubbi mi sono fatta una mia idea che potrebbe essere abbastanza accettabile. Perchè è importante capire la differenza? Forse non è così importante ma in me ha cambiato notevolmente il mio approccio al Sacro. Ecco direi che per cominciare potremmo dire che sono due modi diversi di vivere il Divino dentro di noi e in ogni cosa esistente.

Direi di iniziare dal vocabolario e scoprire che cosa significano queste due parole nella nostra lingua. (In grassetto ho evidenziato alcune frasi significative e più avanti trovi il riassunto se non hai tempo di leggere le definizioni)

DAL VOCABOLARIO TRECCANI

SPIRITUALITA‘ s. f. [dal lat. tardo spirit(u)alĭtas -atis]. – 1. Il fatto di essere spirituale, di avere natura o carattere spirituale: la s. dell’animadegli angelila s. di un rapporto di amicizia2.Particolare sensibilità e profonda adesione ai valori spiritualila sua s. lo porta a disinteressarsi dei problemi concretiuomoartistascrittore di grande s.; per estens.: la s. di una composizione musicaleuno sguardoun volto di intensa spiritualità. In partic., l’insieme degli elementi che caratterizzano i modi di vivere e di sperimentare realtà spirituali, sia con riguardo a forme di vita religiosa, sia con riferimento a movimenti filosofici, letterarî e sim.: la s. del cristianesimodel buddismola s. francescanai caratteri proprî della s. romantica.

 

RELIGIONE s. f. [dal lat. religio –onis, prob. affine a religare «legare», con riferimento al valore vincolante degli obblighi e dei divieti sacrali]. – 1. a. Complesso di credenze, sentimenti, riti che legano un individuo o un gruppo umano con ciò che esso ritiene sacro, in particolare con la divinità: la rè un sentimento innato negli uominii rapporti fra la morale e la r.; si volse[Numa] alla r., come cosa al tutto necessaria a volere mantenere una civiltà (Machiavelli); rpositivarivelatarnaturale, che si ritiene conforme alla natura e alla ragione umana, costituita da alcune nozioni semplici e universalmente accessibili: esistenza di Dio, immortalità dell’anima, alcune leggi morali essenziali (la teologia cattolica distingue la rnaturale come acquisizione della ragione umana dalla rsoprannaturale fondata sulla rivelazione da parte di Dio di verità inaccessibili alla ragione umana nello stato presente). Con uso più ristretto, nel linguaggio com., il rispetto e il timore stesso della divinità e dei principî religiosi: è un uomo senza r.; non ha r.; non c’è più r., anche scherz. e fig., di situazioni o fatti che suscitano riprovazione.
b. Il complesso dei dogmi, dei precetti, dei riti che costituiscono un dato culto religioso: fondareistituireinsegnare, diffonderepredicare una r.; abbracciareosservareabiurarerinnegarespregiare una r.; i dogmii precettii comandamenti, i consigli della r.; molte rorientali sono basate sul culto dei defunti. Determinando: la rcristianacattolicagiudaica o israeliticamaomettana o musulmanabuddistica, ecc.; rmonoteistiche e politeisticheantropomorfichenaturalisticherdi o dello stato, riconosciuta e tutelata nel diritto di varî stati antichi e moderni (e con riferimento a una particolare religione ufficialmente riconosciuta, anche con uso assol. nelle espressioni scolastiche: l’insegnamento della r. e l’insegnante di r.; l’ora di religione, e sim.); guerre di religione, combattute per contrasti religiosi e, in partic., quelle esterne o interne tra stati o partiti e movimenti cattolici e protestanti, o riformati, dell’Europa centro-occidentale della seconda metà del Cinquecento e del Seicento; storia delle r., scienza delle r., filosofia della r., discipline moderne che studiano le religioni, o la religione, nella loro fenomenologia e nello sviluppo storico. c. letter. Rito religioso: Fu quindi Religïone di libar col latte … e cantar gl’inni (Foscolo). 2. Nel diritto canonico, denominazione tradizionale (oggi sostituita con istituto di vita consacrata) di una società riconosciuta dall’autorità ecclesiastica, i cui membri (detti religiosi) siano legati dai voti pubblici di povertà, castità, obbedienza, secondo le norme della società stessa, allo scopo di realizzare la perfezione evangelica e di condurre opera di apostolato: comprende sia l’ordine sia la congregazione, ma nell’uso ant. indicava solo l’ordine e inoltre, con sign. più concreto, lo stesso monastero o convento: nondimeno se n’andarono a una rdi frati(Boccaccio). In religione, locuz. premessa al nome assunto da un religioso (del clero regolare e di ordini particolari) in sostituzione del nome civile: Alessandro Rossiin rpadre Romualdo3. fig., letter. o elevato. Venerazione, profondo rispetto, devota osservanzala rdei sepolcridelle tombedelle memorie familiaridel doveredella patriadell’artedel bellola rdella libertà(B. Croce); quindi, la santità e maestà della cosa stessa venerata: la rdel giuramento era profondamente sentita dai Romanila rdel segretodella promessa; più raram., scrupolo religioso, sentimento di religiosità: almen l’antica Religïone del bel loco io sento (Foscolo). In usi enfatici, nella locuz. avv. con religione, con grande scrupolo e con devoto raccoglimento: ascoltò con rle parole del vecchio sacerdotecustodite con rqueste memorievisitava con rle antiche rovine di Roma.

 

 

DAL VOCABOLARIO GARZANTI

Spiritualità

1. l’essere spirituale: la spiritualità dell’anima

2. inclinazione a dare particolare importanza ai valori e ai problemi spirituali, specialmente a quelli religiosi; anche, l’insieme di questi valori e problematiche: uomo di profonda spiritualità; la spiritualità francescana; la spiritualità orientale

Etimologia: ← dal lat. tardo spiritualitāte(m).

 

Religione

1. complesso di credenze e di atti di culto che esprime il riconoscimento da parte dell’uomo di un ordine superiore, in particolare della divinità, intesa per lo più come creatrice, reggitrice e fine supremo dell’universo: religione monoteistica, politeistica;religione rivelata, quella che si fonda su una rivelazione divina; religione naturale, quella che si basa esclusivamente sulla ragione umana; pratiche di religione, i diversi riti del culto; libertà di religione, diritto civile di professare la propria fede religiosa esercitandone il culto pubblicamente

2. ciascun complesso di credenze e riti storicamente e teologicamente determinato:religione ebraica, cristiana, buddista, musulmana, indù ecc. |guerre di religione, causate da motivi di contrasto religioso tra appartenenti a religioni o confessioni diverse; in particolare, in Europa, quelle tra cattolici e protestanti seguite alla Riforma |religione di stato, quella che uno stato segue ufficialmente e in qualche modo privilegia rispetto alle altre |morire con i conforti della religione, avendo ricevuto i sacramenti | la materia scolastica che riguarda l’educazione religiosa: professore di religione

3. sentimento profondo di riverenza e di devozione per qualcuno o qualcosa e il conseguente comportamento di coerente rispetto; culto: la religione della famiglia, del dovere |non c’è più religione!, (scherz.) si dice per deplorare le cattive abitudini del proprio tempo

4. (eccl.) società, riconosciuta dalla chiesa, i cui membri pronunciano voti pubblici; congregazione religiosa: religione di voti solenni, di voti semplici | (lett.) convento, monastero: se n’andarono ad una religione di frati (BOCCACCIO Dec. I, 1)

Etimologia: ← dal lat. religiōne(m), deriv. di relegĕre ‘raccogliere’; propr. ‘raccolta (di ciò che attiene al culto)’.

 

 

RIASSUMENDO:

LA SPIRITUALITà: è l’insieme dei modi di vivere e di percepire realtà spirituali attraverso la religione o altre forme come ad esempio la filosofia. Comprende anche la consapevolezza di essere “esseri spirituali”.

LA RELIGIONE è disciplina e osservanza di pratiche di culto per legarsi a ciò che è ritenuto sacro, la religione è costituita da credenze, dogmi, leggi soprattutto morali, riti che sono riconosciuti e tutelati. Una di queste credenze è l’esistenza di un Dio a cui dedicare le pratiche cultuali.

La spiritualità dunque non prevede un cammino con la divinità, presuppone solo che esiste un mondo spirituale, fatto cioè di spirito e non di sola materia e che tale livello è emanazione di una forma superiore verso la quale però chi è spirituale non è tenuto a nessuna forma di venerazione, devozione, culto. La spiritualità è un modo di vivere in base a ciò che ognuno sente.

La religione a differenza di questo implica che non ci sia una propria interpretazione della realtà spirituale, ma che essa esiste come emanazione di un Dio ( o più Dei) e che tale essere o esseri debbano essere venerati e onorati con pratiche cultuali, ovvero riti ben precisi in base alla religione in questione. La religione determina la disciplina del praticante e scandisce la sua vita attraverso  i dogmi e le leggi propri di quel sistema religioso.

Entrambe queste vie portano al sacro, allo spirito, ma in modi diversi. La mia perplessità a riguardo nacque qualche anno fa quando su un libro di Wicca lessi che era una religione, e qualche pagina dopo che questa religione non prevedeva dogmi o riti precisi ma che ognuno, in base al proprio sentire, poteva struttura il suo cammino al meglio. Questa cosa mi aveva molto confusa e iniziai a cercare di capirne di più. Oggi condivido con te le mie riflessioni che forse potranno esserti utili per capire il tuo tipo di percorso verso il sacro e se effettivamente corrisponde all’una o all’altra strada.

Sotto l’articolo puoi commentare e condividere la tua esperienza.

 

Lisa

 

Autore: Lisa

Operatrice olistica, energy helper, ricercatrice spirituale

2 pensieri riguardo “Spiritualità e religione”

  1. Cara Lisa, ti ringrazio per questo approfondimento.
    Anche io negli ultimi anni mi sto interrogando molto sulle differenza tra le due cose perché, se da un lato sento di aver bisogno di intraprendere una crescita spirituale, dall’altro non sento di riconoscere del tutto i dogmi delle religioni che sto approfondendo.
    Questi continui interrogativi, ed il ‘preconcetto che spiritualità e religione debbano per forza andare di pari passo, bloccano inevitabilmente la mia crescita spirituale.
    Quello che ormai però ho capito è che per quanta confusione io abbia la sete di spiritualità non smette di farsi sentire e, quelli che io sento come i miei elementi fondamentali (la terra e la natura stessa), continuano a darmi speranza e voglia di cercare.
    Un caro saluto.

    1. Grazie per il tuo commento sincero. Anche io come te trovo rifugio nella Natura i cui soli dogmi sono le leggi che la regolano <3

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