La magia dei nodi

I nodi da sempre sono associati alla magia. Annodare è come legare, fissare, trattenere. Si possono usare per trattenere energie benefiche o malefiche.

Una delle simbologie più legate ai nodi è quella dell’intreccio dei capelli. In alcune tradizioni native, anche del nord Europa, i capelli erano sacri, connessione con il divino e luogo di memorie.

Intrecciarli mentre si recita un incanto è il modo più semplice di fare magia, ma tenerli legati può anche simboleggiare la necessità di non avere connessione con ciò che ci circonda, per evitare ad esempio di venire a contatto con energie negative.

Intrecciare un incanto o un pensiero, ma anche una preoccupazione e poi sciogliere una treccia al vento al momento opportuno libererà ciò che abbiamo intrecciato. Anche oggi l’espressione “sciogliere un nodo”, è l’espressione più diffusa per indicare liberazione e comprensione di qualcosa.

La strega viene sempre rappresentata con i capelli lunghi, spesso intrecciati o arruffati. Questa immagine richiama il potere della tela del ragno che intrappola, trattiene ma anche protegge. Il potere di tali pratiche si vede dallo sforzo con cui  l’inquisizione tentò di sminuire e umiliare la magia dei nodi che fu considerata come qualitativamente negativa e associata solo al maleficio. E al nodo furono poi infatti associate le catene, il cappio, lo spergiuro: tutt’oggi intrecciare le dita mentre si fa una promessa è segno di menzogna, e il nodo alla gola indica un’emozione negativa che ci crea disagio.

 

Ma noi che sappiamo che il potere di un incanto sta nell’intento di chi opera, continueremo ad usare la magia dei nodi per procedere nel nostro cammino spirituale verso la Madre.

 

Lisa

 

Lisa

Ricercatrice spirituale, artigiana, figlia della Dea Madre

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